A Washington, cuore pulsante della  politica a stelle e strisce, per raccontare la sua idea di Italia e  promuovere oltreoceano la propria immagine di leader di un Movimento  che lavora per arrivare alla guida del Paese. Questa la 'mission' che  da domani vedrà Luigi Di Maio impegnato nella capitale degli States.  Lì l'aspirante premier proverà a consolidare i rapporti con  l'amministrazione di Donald Trump, la cui vittoria alle presidenziali  dello scorso anno fu salutata da Beppe Grillo come "un vaffanculo  generale" al sistema mediatico.       

Il primo incontro in agenda è con l'ambasciatore italiano Armando  Varricchio. Poi Di Maio farà tappa al Dipartimento di Stato, dove lo  attende Wess Mitchell, assistente segretario di Stato per l'Europa. A  seguire, colloqui al Congresso con esponenti della Commissione Esteri: da Rand Paul (ex candidato alle primarie repubblicane vinte da Trump)  al democratico Eliot Engel, passando per Francis Rooney, ex  ambasciatore americano presso la Santa Sede. In calendario anche  incontri con ricercatori e imprenditori italiani residenti negli Usa.       

"Lunedì - ha spiegato il candidato premier del M5S - andrò a  Washington perché mi interessa parlare con uno dei nostri principali  alleati in Occidente: parlare del nostro programma e delle nostre  intenzioni come forza politica che vuole andare a governare". Una  missione diplomatica che farà da apripista alla campagna elettorale  per le elezioni politiche del 2018: "Quando rientro iniziamo a parlare col resto del Paese, con gli imprenditori, con le famiglie, con i  sindaci e con tutti coloro che vogliono lavorare a un progetto nuovo  di Italia", ha annunciato Di Maio.

Per il leader del M5S si tratta della seconda trasferta  negli Usa di questo 2017. A maggio il vicepresidente della Camera è  stato ospite dell'Ash Center for Democratic Governance and Innovation  dell'Università di Harvard - dove è stato 'torchiato' dal pubblico  presente all'incontro con domande sui rapporti tra il M5S e l'euro, i  vaccini e la Nato - e del Massachusetts Institute of Technology (Mit)  di Boston.       

Risale al 20 giugno invece il primo faccia a faccia tra Di Maio e un  esponente dell'amministrazione Trump. A Montecitorio l'esponente 5  Stelle ha incontrato Conrad Tribble, deputy assistant secretary presso il Dipartimento di Stato Usa, accompagnato dall'allora incaricato  d'Affari ad interim Kelly Degnan e dal primo segretario  dell'ambasciata statunitense a Roma Anthony Pirnot.     

   In quell'occasione Di Maio ha ricevuto gli ospiti americani nel suo  ufficio in qualità di vicepresidente della Camera. Questa volta invece il deputato campano volerà negli States come capo politico del primo  partito italiano di opposizione. E come candidato alla presidenza del  Consiglio dei ministri.       

 

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