La sinistra riparta dalla lotta alla  precarietà. Walter Veltroni lancia il suo appello dai microfoni di  Circo Massimo, su Radio Capital: "Bisogna costruire un'alternativa,  cosa che comporta cambiamenti radicali e profondi", dice l'ex  segretario del Pd, "e puntare soprattutto sui diritti sociali e sulla  lotta alla precarietà".       

Non bisogna, però, tornare indietro sulle misure degli scorsi governi, in particolare su Jobs Act e decreto Poletti: "Bisogna garantire a  quelle misure l'obiettivo per il quale erano nate e consentire ai  ragazzi di trovare un lavoro, ma che sia stabile", continua Veltroni:  "Bisogna rafforzare le protezioni sociali. Nessuno deve cadere".  Attorno a questo perno, la sinistra deve "recuperare la propria  identità, che non è fare scissioni. C'è una quantità enorme di persone di sinistra che hanno a cuore certi valori e che però sono dispersi.  La domanda c'è, è l'offerta che manca".       

Alla guida della ricostruzione può esserci Paolo  Gentiloni? "Lui e tanti altri", dice l'ex sindaco di Roma. "Abbiamo  consumato leadership come delle patatine, uno dopo l'altro. In questo  momento siamo in una fase straordinaria, quindi tutti quelli che hanno responsabilità di direzione dovrebbero smetterla di farsi le guerre e  scavalcarsi nei ruoli, e partecipare a qualcosa che sarà molto  impegnativo: far rinascere la fiducia e arginare i rischi di destra".       

A proposito degli scorsi governi, Veltroni risponde a Romano Prodi,  che a Repubblica delle Idee ha espresso perplessità sull'essere "di  sinistra" degli ultimi esecutivi: "Penso che i governi che abbiamo  dietro le spalle abbiano fatto cose importanti", dice, "essendo chiaro che erano governi nati in una condizione di emergenza. Non erano  maggioranze di centrosinistra, ma alleanze con altri".        

La leadership del governo "è chiaramente  nelle mani di Salvini, che si è dimostrato uomo politico di livello.  Ha fatto un'operazione intelligente, trasformando la Lega e facendola  diventare il partito di destra in Italia. Da questo punto di vista, va rispettato". Lo dice Walter Veltroni,

   Per l'ex leader del Pd sulla vicenda Aquarius "la decisione di Salvini è assolutamente immotivata" mentre "gli sbarchi si sono ridotti, non è una situazione d'emergenza come altre vissute dal nostro paese.  Parliamo di una nave con 629 persone a bordo. Sono esseri umani, non  oggetti, e scappano dalla guerra e dalla fame. Fanno quello che noi  italiani abbiamo fatto per anni: siamo andati in giro per il mondo, è  anche la nostra storia".       

"L'Italia non sarebbe più l'Italia se lasciasse 629 persone in balia  del mare. Ci sono degli elementi umanitari che devono essere  salvaguardati. L'impressione è che ieri si sia fatta campagna  elettorale su queste 629 persone".      

 

 

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