"Se in Italia non ricominciano a  nascere i bambini, noi possiamo parlare per ore di politiche attive,  ma non ci sarà più nessuno a cui vendere prodotti, e quindi i nostri  negozi chiuderanno perché non ci saranno i clienti". Lo ha affermato  in materia di welfare - che "non è un costo, ma un investimento" - e  in particolare di bonus bebè, il ministro della Salute Beatrice  Lorenzin, nel suo intervento alla Conferenza programmatica di  Alternativa popolare oggi a Roma.       

Vogliamo vivere in un Paese per vecchi?", chiede Lorenzin. "Noi siamo orgogliosamente un Paese di vecchi, con la più alta longevità del  mondo insieme al Giappone, ma se non cominciamo a rimettere in campo i bambini - ammonisce - i vecchi che saremo noi saranno soli. Dobbiamo  guardare avanti e ricostruire attraverso politiche sulla demografia,  che sono politiche economiche di sviluppo e lavoro, ma sono anche  politiche sul sistema previdenziale, sull'educazione, investendo sulle persone di oggi".       

"Se vogliamo parlare di welfare, ma anche di futuro, smettiamo di  parlare 'a silos'", ammonisce il ministro. Chi dice "il mio comparto  ha bisogno di risorse quindi non diamole a un altro perché non serve", è ancorato a "un modo di ragionare a silos, un modo di ragionare  vecchio. Non esistono più i silos, non esistono più politiche  verticali - la sanità, l'educazione, l'ambiente, il lavoro, le  pensioni - è tutto collegato. E' un unico grande disegno" guidato  dalla "capacità di mettere in campo il merito", incalza Lorenzin.

"Il welfare non è solo un costo: è un  investimento che oggi vale il 12% del nostro Prodotto interno lordo e  che domani deve valerne il 15%", prosegue Lorenzin, rivendicando anche "quello che stiamo facendo nella ricerca biomedica, nella sicurezza  alimentare, con Human Technopole (il maxi polo che sorgerà a Milano  nell'ex area Expo, ndr),con gli investimenti in ricerca, con un nuovo disegno per i ricercatori in Italia, stanziato e finanziato". E' così  che "noi abbiamo il disegno di un'Italia competitiva, che non ha paura e che si afferma in Europa".       

Dal G7 della Salute che si è svolto a Milano - "l'unico con un  Communiqué conclusivo che porta la firma americana", precisa il  ministro - è emerso che "salute ed educazione sono le due cose più  richieste dai cittadini, i due temi più forti che tengono insieme  l'Europa e l'Europa non se ne occupa".      

  "Abbiamo tanto da fare e da dire sull'Europa dei popoli - continua  Lorenzin - sull'Europa delle persone, sull'investimento sul welfare,  che è stata la cifra che ha fatto la differenza in Europa rispetto ad  altri Paesi, pensiamo agli Stati Uniti. Il welfare è stata la cifra  per la costruzione di un popolo di pace ed è al centro del nostro  programma - conclude l'esponente di Ap - per offrire ai nostri  cittadini servizi che pongono al centro il paziente, il bambino, la  persona, la famiglia, gli operatori. In un'ottica di partecipazione e  di nuovi modelli organizzativi" in grado di "dare risposte concrete  alle persone".     

 

 

 

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