di Suor Anna Monia Alfieri - Ho guardato con interesse alle dichiarazioni del Premier fatte a Treviso e ne sono stata sinceramente contenta. Siamo a una svolta? L?intervista al sottosegretario Toccafondi, e le sue dichiarazioni, sembrano confermare la tendenza, con le azioni concrete che il Governo sta portando avanti. Ma vorrei sottolineare alcune note, che in parte ho evidenziato con la mia intervista a tribunapoliticaweb.it (Vedi intervista ndr)

Innanzitutto, le scuole paritarie non sono solo le materne. Renzi ha parlato solo di quelle. Ci sono scuole paritarie fino alle superiori e occorre che vengano analizzate tutte. Riconosco i piccoli passi fatti finora, che dal punto di vista dei principi affermati sono importanti, e, a conti fatti, rappresentano l?inizio della messa in pratica di principi costituzionali mai seguiti per settant?anni, ribaditi dalla legge 62/2000 ma mai messi in pratica sinora.

Dunque tutto bene? No, e pur dando atto al Sottosegretario del lavoro svolto mi sembra che i punti critici siano ancora molti e soprattutto le paure ad affrontare il tema siano ancora troppe. Provo qui a metter in fila alcuni elementi:

  • la quota di contributo che lo Stato dà alle scuole paritarie è molto bassa. Finora vi sono stati ritardi nell?erogazione che hanno messo in grave difficoltà le scuole paritarie. Molte hanno chiuso e la totalità si è dovuta indebitare per la ritardata erogazione nel 2015 e 2016. Toccafondi afferma che il Miur ha affrontato il problema e dato soluzioni. Siamo in attesa di vedere praticamente applicate tali soluzioni. Rimane il fatto che siamo ancora al 47esimo posto nel mondo per la libertà di scelta educativa.
  • L?equiparazione economica passa attraverso il costo unitario di sostenibilità. C?è la possibilità concreta, i numeri lo dimostrano, di attuarla. Sostiene Toccafondi che il problema reale è rappresentato dai numeri in Parlamento. Si faccia allora un grande dibattito sulla scuola, sulla riforma complessiva del sistema. Ovviamente la creazione dei 100mila posti di lavoro fissi sono un bene per la comunità così come la formazione degli insegnanti. Ma quando finiremo di approcciare il problema considerando prevalentemente la scuola un serbatoio di voti, senza affrontare il tema con una logica di sistema? Riconosco al Governo Renzi il merito di aver riportato il dibattito sulla scuola in evidenza, dopo decenni di buio assoluto, ma possiamo limitarlo ai posti di lavoro degli insegnanti? Occorre molto di più

- In quanto ai diplomifici sono completamente d?accordo con Toccafondi. Sono un danno per le scuole paritarie serie che, con passione e sacrifici, cercano ogni giorno di costruire percorsi educativi e di apprendimento che facciano crescere i nostri bambini, ragazzi e ragazze nel migliore die modi.

Per quanto riguarda il costo standard di sostenibilità è un obiettivo reale, corredato da studi e dati, tutt?altro che campato per aria. E? ora che se ne parli in modo serio. Sostiene Toccafondi che il problema vero sono i numeri in Parlamento. Riconosco al Sottosegretario la determinazione, la competenza e la volontà politica. Ma qui il problema cambia verso. Dov?è, infatti, il coraggio dei veri riformatori? C?è troppa ideologia in campo. Sono convinta che affrontando i numeri si possa ragionare correttamente. Se le scuole paritarie chiudessero, lo Stato si caricherebbe di ulteriori 6 miliardi di costi ( e quindi di tasse). I numeri in Parlamento traballano? Ma si rendono conto i nostri Parlamentari che questo Paese ha bisogno di risposte concrete e non di ideologie, pregiudizi o ?giochetti? elettorali? Si coinvolga l?opinione pubblica in un ragionamento economico fuori dalle ideologie e sono certa che le famiglie italiane ci daranno ragione sia per un utilizzo corretto delle risorse sia perché consentiremmo di fare della libertà di scelta educativa una realtà irrinunciabile in un Paese moderno e civile.

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