"'E' con i subappalti che spesso le mafie  si infiltrano nel tessuto economico''. Lo scrive il presidente  dell'Autorità Anticorruzione Raffaele Cantone in un intervento sul  'Corriere dell'Umbria' a proposito delle ''criticità'' rilevate nei  cantieri di Norcia per la ricostruzione post terremoto in una delibera Anac, definita una ''cantonata'' in un editoriale del direttore.       

''Lei ha definito una "piccola irregolarità" il fatto che i finanzieri abbiano trovato in loco operai che non si capisce a che titolo  stessero eseguendo gli interventi, dato che le ditte per cui hanno  affermato di lavorare non risultavano essere state autorizzate e che  né il direttore dei lavori né il responsabile unico del procedimento  ne erano a conoscenza, come durante l'istruttoria ha ammesso la stessa Regione Umbria. Inoltre (le do una notizia) all'esito dei controlli  effettuati dagli organi preposti, non avendo l'Anac voce in capitolo,  alcuni operai erano anche senza contratto e le loro posizioni sono  state regolarizzate soltanto dopo l'ispezione''. Ricordando come i  subappalti siano una via per l'infiltrazione mafiosa, Cantone  sottolinea che ''tutto ciò non pare affatto una questione di poco  conto''.   

Quanto ai certificati antimafia mancanti, per il  presidente dell'Anac ''non è vero che le aziende sprovviste avrebbero  potuto presentarle a fine lavori, come riportato. Per i casi di somma  urgenza il Codice degli appalti consente una autocertificazione, di  cui però entro 60 giorni va controllata la veridicità. A Norcia non è  accaduto neppure questo''.        Ricordando come all'Anac spetti ''accertare eventuali violazioni al  Codice degli appalti e contestarle'' e non stabilire se sono stati  commessi reati, compito della Procura, Cantone conclude che  ''l'Autorità anticorruzione ''continuerà a vigilare per assicurare una ricostruzione limpida e pulita, scevra dagli scandali che in  circostanze analoghe hanno costellato in passato il nostro Paese''.  

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