"L'ascesa cinese fa sempre più paura in  Occidente, per questo è nell'interesse di tutti, anche di Pechino,  trovare delle regole comuni. I dazi di Trump invece fanno solo male".  A dirlo è Romano Prodi, intervistato da Repubblica a margine del Forum di Boao, da dove commenta gli annunci del presidente cinese Xi:  "Possiamo continuare a dire che sono solo false promesse, oppure la  Commissione europea può cogliere la palla al balzo e lavorare perché  vengano attuate in tempi brevi".       

Sulla guerra commerciale Usa-Cina, "sul piano economico sarei  ottimista: la catena del valore delle imprese è globale - sottolinea - chi introduce dazi non sa se vince o perde. I telefoni Apple sono  progettati in California, con i chip sudcoreani e assemblati in Cina.  Sotto questo aspetto si abbaia soltanto. Ma quando si abbaia molto  come oggi qualche morsicata scappa. La sfida si è alzata sul piano  politico, è diventata un confronto tra Cina e Stati Uniti. Qui a Boao  la paura di una escalation è condivisa da molti".       

Prodi invoca dunque l'Europa ma non gli resta che constatare quanto  sia divisa: "La Cina ne è consapevole: il gruppo dei 16+1 (il  partenariato creato con i Paesi dell'Europa dell'Est) e gli  investimenti in Grecia, in Ungheria o in Serbia giocano su questa  divisione e la alimentano". E "più l'Europa è divisa più mi preoccupa. L'ascesa dei populismi è evidente, mi sembra che l'unica strada per  rilanciare il progetto comunitario sia un'Europa a due velocità".