Donald Trump arriva alla Casa Bianca anche con una valigia piena di cause giudiziarie. Dalla famosa causa  per truffa contro le sue università, a cause per diffamazione  presentate da vittime dei suoi attacchi Twitter, nelle prossime  settimane il presidente eletto ha in agenda diverse udienze per quelle che, secondo una stima fatta nei mesi scorsi da Usa Today, sono 75  cause civili in corso contro di lui.       

E, considerato che l'immunità presidenziale non è retroattiva, molte  di queste con ogni probabilità andranno avanti anche dopo il suo  insediamento il 20 gennaio, cosa che, sottolinea The Daily Beast, è  senza precedenti. "Le cause non si fermano perché qualcuno diventa  presidente degli Stati Uniti", spiega Michael Gerhardt,  costituzionalista della North Carolina School of Law di Chapel Hill.        E, ironia della sorte, a permettere che tutte questa cause rimangano  in vita anche quando Trump si sarà trasferito alla Casa Bianca è il  pronunciamento con cui la Corte Suprema all'unanimità decise nel 1997  che poteva andare avanti la causa di molestie sessuali contro Bill  Clinton intentata da Paula Jones. (segue)      

Tra le cause in corso le più note, e pericolose per  Trump, sono quelle intentate la Trump University accusata di frode da  studenti che sostengono che il tycoon, al'epoca presentatore di The  Apprentice, avrebbe venduto loro promesse false riguardo ad un  programma di studio che li avrebbe trasformati in uomini e donne  d'affari di successo.       

In California vi sono due diverse class action federali, una partita  nel 2010 e una del 2013, affidate al giudice Gonzalo Curiel, che Trump la scorsa estate ha accusato di non essere imparziale perché  "messicano" (in realtà Curiel è nato in Indiana) e quindi arrabbiato  con lui perché "stiamo costruendo un muro tra qui e il Messico". In  meno di tre settimane, quindi prima dell'insediamento, inizierà il  processo per la class action del 2010, Low v. Trump University.       

Anche a New York è in corso dal 2013 una causa contro la Trump  University, con gli studenti che chiedono un risarcimento collettivo  di 40 milioni di dollari. Lo scorso marzo un giudice ha rinviato a  giudizio il caso, ma Trump si è appellato contro la decisione e il 5  dicembre è attesa un'udienza, con l'attorney general di New York, Eric Schneiderman, che allora disse che intende fare di tutto perché  "Donald Trump risponda per questa truffa spudorata in un'aula di  tribunale".

- Tra le altre cause, molte non andranno da nessuna parte, ma alcune invece sono più legittime: come la causa presentata da  membri di un golf club di Trump a Jupiter, Florida, che chiedono 2,4  milioni di risarcimento per non avere avuto i servizi per i quali  avevano pagato. Ed una dipendente dello stesso club ha fatto causa il  mese scorso per essere stata licenziata dopo aver denunciato molestie  sessuali da parte di un collega.       

Ci sono poi cause collegate alla campagna elettorale: come quella di  presentata da Efrain Galicia, che ha fatto causa a Trump dopo essere  stato assalito da una sua guardia del corpo mentre protestava contro  il candidato repubblicano di fronte alla Trump Tower. Forse quella  politicamente più pericolosa è quella presentata, sempre a New York,  dalla consulente repubblicana Cheryl Jacobus che ha chiesto un  risarcimento di 4 milioni di dollari perché Trump le ha "distrutto la  carriera" definendola "una stupida" su Twitter.       

Ma le cause che probabilmente non vedremo sono quelle che Trump ha  promesso di intentare contro le donne che si sono fatte avanti nelle  ultime settimane accusandolo di molestie sessuali. Almeno se darà  ascolto alle minacce già avanzate dalla nota avvocato femminista  Gloria Allred e la figlia Lisa Bloom che si dicono pronte, in caso di  denunce per diffamazione, a chiedere "la deposizione di Trump, la  messa agli atti di documenti personali e del suo business e di tutte  le registrazioni in cui si vanta delle sue aggressioni sessuali".  Insomma, un bel imbarazzo per President Trump.

 

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