[caption id="attachment_25614" align="alignleft" width="150"] Giuseppe Sala[/caption]

Come vede il futuro di Milano, il supporto alle forze imprenditoriali, professionali e creative per un rilancio della città. Inquinamento, case popolari, città metropolitana, trasporti e tariffe. Come vuole affrontare il tema degli "ultimi". Questi i temi dell'intervista esclusiva che Giuseppe Sala ha rilasciato a tribunapoliticaweb. E sulle voci di un tandem Majorino - Balzani afferma "credo e voglio credere che queste primarie siano vere perché il popolo di centrosinistra non merita giochini e inciuci"

Giuseppe Sala, 58 anni, tra i candidati alle primarie del controsinistra per l'elezione a Sindaco di Milano ha conquistato l'attenzione dei media e del garnde pubblico in occasione di Expo 2015 di cui è stato amministratore delegato. Dirigente d'azienda, nel 2009 diventa direttore generale del Comune di Milano sotto l'amministrazione di Letizia Moratti, allora sindaco, per poi approdare all'organizzazione e infine gestione dell'evento che ha rilanciato Milano. La sua candidatura, fortemente appoggiata da Matteo Renzi, è stata al centro di polemiche interne al centrosinistra fino a indicarlo da parte dei suoi avversari come interprete del "partito della nazione". Un'identificazione che Sala rifiuta nettamente e che, certo, fa parte più di un dibattito nazionale. Anche per queste ragioni abbiammo voluto rivolgergli domande centrate sulla città e sul suo programma per capire come interpreta il ruolo di politico che si candida alla guida della città.

Milano città della ricerca, dell?innovazione e della finanza. E? questo il futuro di Milano?

La ricerca, la finanza, insieme al design, alla moda, all?editoria, alla comunicazione, sono già il presente di Milano e continueranno ad essere parte del suo futuro. Ma l?innovazione non è un settore, è una dimensione che la nostra città ha già nel suo Dna e che nel futuro rappresenterà la sua caratteristica vincente: dall?innovazione tecnologica, rappresentata dalle start up ma anche delle grandi multinazionali del ICT, a quella dei servizi, da quella applicata all?intera filiera agroalimentare (non dimentichiamo che Milano è la seconda città agricola del Paese) a quella dei modelli economici, lavorativi, e sociali, ispirati alla condivisione, al risparmio energetico, alla conciliazione famiglia-lavoro, ecc. La Milano dei prossimi anni deve favorire l?innovazione a tutti i livelli, compresa quella della pubblica amministrazione: per questo ho messo nel mio programma un ?dipartimento innovazione? a supporto del gabinetto del Sindaco e della Giunta e un programma di ?innovation fellowship?,sull?esempio di quello della Casa Bianca: collaborazioni di massimo un anno offerte a giovani ricercatori, dirigenti d?azienda, startupper ed innovatori per trasferire al Comune di Milano parte della conoscenza accumulata in altri contesti e aiutarlo a immaginare soluzioni nuove.

Milano è stata a lungo la città della creatività, dell?editoria, della pubblicità, della moda, di professionisti e partite iva. Un ceto medio che la crisi ha messo in grande difficoltà. Quarantenni, over 50 che faticano a mettere insieme un reddito dignitoso. Come intende facilitare e supportare chi cerca un rilancio?

Solo una vera ripresa può consentire al mercato del lavoro di riassorbire le persone che la crisi ha escluso, ma certamente la politica comunale deve creare le migliori condizioni per chi fa impresa: dalle facility procedurali e i servizi di mediazione per favorire gli investimenti dall?estero, al rafforzamento dei fondi di Venture Capital per sostenere le nostre imprese che si internazionalizzano. Dall?abbattimento dei tributi locali per cinque anni alle imprese neocostituite, servizi specifici e nuove forme di tutela per freelance e delle partite IVA fino a un programma pluriennale di attrazione di start-up innovative.

Sull'inquinamento ha dichiarato che si dovrebbe fare un grande piano di riconversione delle caldaie portando tutto a gas, con il supporto delle banche. Quanto è credibile questa proposta e su che elementi concreti di fattibilità poggia?

La riconversione delle caldaie è decisiva per abbattere le emissioni urbane; il Comune deve mettere a punto un sistema di incentivi propri, tenendo anche conto dei costi sia economici che sociali che l?inquinamento provoca, e sistemi di finanziamento agevolato in partnership con il settore finanziario. Io credo che sia una strada assolutamente perseguibile, come pure proporre al Governo di studiare delle forme di incentivazione come quelle che hanno riguardato le auto, i mobili, gli elettrodomestici. L?energia pulita è un tema nazionale, non della Pianura Padana.

Sulle case popolari ha affermato che non ne rimarrà una vuota. Migranti e cittadini italiani. Quali le priorità?

Il bisogno non ha passaporto, dobbiamo essere in grado di assicurare una casa a tutti quelli che ne hanno diritto e di stroncare abusi, furbizie, morosità colpevoli. Questa è l?equità vera che dobbiamo garantire, non le ?quote? di nativi o di immigrati. Per raggiungere questo obiettivo dobbiamo innanzitutto riqualificare le case popolari, sia quelle sfitte che quelle assegnate, e gestirle in modo più efficiente e rigoroso, cominciando da quelle di proprietà comunale fino a quelle di Aler, e intanto promuovere strategie di housing sociale che favoriscano il mix sociale, lì come negli edifici convenzionati in costruzione. Questo significa introdurre criteri innovativi di assegnazione che includano le giovani coppie, studenti e lavoratori fuori sede, genitori separati con figli, e diverse tipologie di contratto: affitto, riscatto, acquisto con mutuo agevolato, ecc.

Ha affermato che la città metropolitana è uno strumento per migliorare la vita della gente. Cosa intende e cosa vuole fare? Non crede che per gestire un?area metropolitana ci voglia non solo capacità manageriale ma anche politica?

La città metropolitana è già nei fatti e nella vita di molte persone, che lavorano a Milano e vivono nell?hinterland e viceversa, che si spostano verso la città o verso fuori per motivi di salute o di studio, per andare al cinema o andare a trovare gli amici? Un territorio già così socialmente connesso, potrebbe trarre grande vantaggio, economico e in termini di efficienza, da una gestione condivisa dei servizi ? pensiamo alla raccolta dei rifiuti ? e da un approccio infrastrutturale unitario, come nel caso dei trasporti. Non mi riferisco solo all?integrazione tariffaria, non più rimandabile, ma anche al prolungamento delle linee metropolitane (la M5 potrebbe arrivare fino a Monza) e ai collegamenti con gli aeroporti, alla creazione di parcheggi di interscambio integrati con funzioni commerciali e di servizio, a una gestione più efficiente del trasporto merci. Per non parlare del riassetto idrogeologico o del consumo di suolo. Che senso ha che ciascun Comune affronti da solo questi aspetti?

Circola voce che Pisapia vedrebbe di buon occhio un tandem Balzani ? Majorino che, unendosi, potrebbero metterla seriamente in difficoltà. Che ne pensa? E cosa dice all?elettorato del Pd che viene dalla storia del Pci, Pds e Ds. Perché si può vincere a sinistra con Sala e per fare cosa?

Non credo al tandem, credo e voglio credere che queste primarie siano vere perché il popolo di centrosinistra non merita giochini e inciuci. All?elettorato del PD dico quello che ho detto quando mi sono candidato: metto a servizio del centrosinistra e della città le mie capacità manageriali, e in particolare la mia esperienza di negoziazione, di gestione di situazioni complesse, di relazione con interlocutori istituzionali anche internazionali, maturata soprattutto negli anni di Expo. Credo che possano servire in questa fase storica di Milano, una città che ha una straordinaria voglia di fare, di guardare avanti, di innovare. Una città che, grazie alla lezione di onestà e trasparenza della Giunta Pisapia, e del grande successo di Expo ? che certamente non è opera mia, ma di un intero Paese ? ha una grandissima credibilità da spendere dentro e fuori i confini italiani. Una candidatura civica, provata sui fatti, credo che possa aiutare questa fase della vita della città e innestarsi senza contraddizioni nella linea di coraggiosa riforma del Paese che il centrosinistra e in particolare il PD ha intrapreso.

Nell?anno del Giubileo della misericordia chi sono gli ?ultimi? a Milano? E cosa vuole fare per loro?

Gli ultimi, purtroppo, sono tanti: sono anziani soli che vivono con magre pensioni, padri separati disoccupati che vivono in macchina e frequentano le mense dei poveri, disabili e malati in difficoltà economiche e familiari, profughi in fuga da fame e guerre che guardano al nostro Paese come l?unica possibilità di salvezza? Ma anche famiglie che, pur avendo almeno uno stipendio, faticano ad arrivare alla fine del mese, non riescono a pagare la retta della mensa? Il Comune deve far fronte a queste necessità facendo sinergia con il Terzo settore, una macchina di straordinaria generosità, capillarità ed efficienza, che deve diventare protagonista riconosciuto e tutelato del sistema di assistenza ambrosiano. Con loro dobbiamo mappare i bisogni ma anche le competenze di cui disponiamo per creare filiere efficienti e senza sprechi che consentano una presa in carico integrale della persona e favoriscano soluzioni di coinvolgimento per una progressiva emancipazione dal bisogno.

di Dario Tiengo
CONDIVIDI