[caption id="attachment_26358" align="alignleft" width="150"] Pierfrancesco Majorino[/caption]

Lo stadio di San Siro? Venga venduto a Inter o Milan e si faccia un piano per i giovani. Milano non può crescere a due velocità se vuole essere una metropoli internazionale. Reddito minimo comunale. Assegnazione delle case del Comune ai non abbienti. Coinvolgimento della città per rilanciare periferie, vita sociale, qualità e ambiente. Balzani? Mi farebbe da vicesindaco? Notizie da Roma? ?Chiamano altri candidati?. Questi alcuni passaggi dell?intervista esclusiva che Pierfrancesco Majorino ha concesso a tribunapoliticaweb.it e Retewebitalia.

Pierfrancesco Majorino è nato a Milano, dove vive e lavora. Ha 41 anni e un figlio di 7. Cresciuto nei Ds; eletto consigliere comunale nel 2006. Viene rieletto nel 2011 e diventa assessore su scelta di Pisapia, che gli affida le deleghe alle Politiche sociali e Cultura della Salute. Si è battuto perché le primarie del Pd si tenessero anche questa volta, nonostante le perplessità che attraversavano il partito. Combatte questa ennesima battaglia contro Giuseppe Sala, Francesca Balzani e Antonio Iannetta. I dati dei sondaggi lo danno posizionato al secondo posto dopo Sala, ma non si escludono colpi di scena. I prossimi giorni ce lo diranno. E poi il risultato finale verrà dalle schede delle primarie.

Lei ha governato Milano come Assessore. Cosa propone oggi da candidato alle primarie per la carica di Sindaco?

Milano non può permettersi di crescere a due velocità, una che funziona (e che ne è una piccola parte) e l?altra no: vuol dire che non siamo nemmeno appetibili per investimenti stranieri. È questo il punto, secondo me. Milano non può essere soltanto quella che va forte nei salotti o nelle aree più centrali. Deve crescere insieme e coralmente e svilupparsi come una grande area metropolitana che scommette sulla coesione sociale e sull?inclusione. Abbiamo fatto tanto ma dobbiamo fare di più. Il mio progetto di sostegno al reddito delle persone in difficoltà o di azzeramento delle case vuote della città, di proprietà pubblica, va proprio in questa direzione. Coerentemente con quest?idea si tratta di reperire risorse e sviluppare progetti di rigenerazione, di qualità, di recupero delle case, di socialità e di aggregazione sportiva. Possiamo farlo a partire già oggi.

Ad esempio?

Spostare trenta milioni di euro che sono previsti per i lavori pubblici per interventi sulla Galleria Vittorio Emanuele, in interventi riguardanti il recupero. La Galleria può essere migliorata anche con il contributo dei privati. Si possono poi recuperare 60/70 milioni dalla vendita dello stadio di San Siro, che penso possa essere comprato da Milan o Inter. In questo modo sarebbe possibile finanziare il più grande programma mai realizzato di interventi riguardanti l?aggregazione sportiva e la socialità nei nostri quartieri.

Questo tipo d?interventi sembrano, a prima vista, privi di glamour internazionale. Non si sente un po? provinciale rispetto a Sala e alle sue strategie?

No, affatto. Quest?obiezione mi viene viene fatta ma è strumentale. Lo dimostra il fatto che le stesse multinazionali hanno più volte ribadito, in occasione degli incontri dell?Expo, un?esigenza precisa: le città che possono vincere la gara internazionale della crescita intelligente sono quelle che mettono al centro la persona, non quelle che mettono al centro i grandi discorsi tra le diplomazie. L?internazionalizzazione vuol dire puntare, nei livelli alti delle classifiche, a tenere insieme crescita economica, benessere e coesione sociale.

Le multinazionali che valutano le possibilità d?investimento sono davvero così sensibili a questi temi?

Assolutamente sì, perché se vogliono trapiantare qui una sede si aspettano che non ci sia corruzione, che ci sia meno burocrazia, più velocità e qualità, vogliono spazi verdi dove stare, che ci siano servizi sociali per far sì che i propri dipendenti trovino soluzioni per la vita quotidiana. C?è un interesse comune su cui dobbiamo spingere: quello della centralità di alcuni grandi temi riguardanti la coesione e il benessere. Non dobbiamo dimenticare che siamo la quarta area metropolitana d?Europa

La crescita di Milano è stata basata su creatività, moda, finanza, terziario. Una volta era anche la città delle fabbriche, ma oggi non ci sono più. Il futuro di Milano secondo lei è ancora questo?

No, non credo. Il futuro di Milano deve essere giocato sul fatto che ? assieme a questi vettori di crescita tradizionali che rimangono e hanno creato positività per la città ? ci sia un?attenzione spasmodica al tema della persona: politiche sociali, politiche ambientali, socialità nei quartieri. Queste sono le cose che si devono fare. Che cosa determina la crescita della città? Non mi basta il prodotto interno lordo, voglio anche più diritti, più politiche sociali e più coesione. In questi anni abbiamo fatto molto. Ma ora dobbiamo fare di più.

Alle iniziative per le primarie partecipano quarantenni, over 50 e 60. Pochi giovani. Secondo lei perché?

E? una questione generale e complessa. La cosa paradossale è che il mio pubblico ? ed è fotografato anche dai sondaggi ? è quello dei più giovani tra i diversi competitor oggi in campo alle primarie. Questo la dice lunga sul fatto che ci sono tantissimi ventenni milanesi che nelle nostre proposte cercano soluzioni che rispondano ai loro bisogni, ma sono in generale diffidenti verso la politica. La cosa bella è che c?è curiosità. Ho fatto tantissimi incontri in questi giorni con i giovani, in particolare universitari.

Che cosa pensa sia necessario per convincerli?

La curiosità che c?è verso di noi può diventare un patto forte. Ma dobbiamo far vedere ancora di più la nostra voglia di cambiamento e di trasformazione.

Quali proposte vanno in questa direzione?

Ci vogliono più opportunità per la socialità, la diffusione della creatività e della cultura. In questi anni di governo al Comune di Milano, abbiamo dimostrato che si può fare. Ora dobbiamo andare avanti con grande decisione e determinazione.

Pisapia spinge per un ticket Balzani-Majorino. Sarebbe disposto a fare il Vicesindaco di Balzani?

Pisapia ha detto che vota Francesca Balzani e ha espresso nei miei confronti valutazioni molto positive e lo ringrazio. Oggi non c?è assolutamente all?ordine del giorno nessun tipo di riflessione su ticket o quant?altro. Credo che si debba andare avanti così. Di quest?ultimo periodo mi hanno colpito le continue oscillazioni della Balzani che ? fino alla fine di novembre ? mi sosteneva e poi ha deciso di candidarsi. Credo che si debba chiarire un po? le idee. Io vado avanti per la mia strada

Ma, Vicesindaco della Balzani?

Io oggi mi candido a fare il Sindaco. Ho sempre detto che c?è da parte mia la disponibilità a un confronto sui contenuti. Ho sentito da parte sua molta chiusura. Sulla proposta del reddito minimo comunale, mi dice che è impraticabile. All?inizio di gennaio ha detto che non si riconosce nelle mie posizioni politiche. Lei sarebbe disponibile a farmi da Vicesindaco? Non lo so.

Se vincesse Sala, lo appoggerebbe con il cuore?

Io appoggerò chi vince le primarie. Punto. E questo perché sono una persona leale, altrimenti non mi sarei presentato mai alle primarie. Ovviamente spero di essere io quello ?appoggiato?.

Da Roma?

Non lo so. Da Roma non mi chiamano. Chiamano altri candidati.

di Dario Tiengo

 

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