"Bisogna saper interpretare il disagio  delle donne, le difficoltà, in certi casi anche la rabbia nei  confronti di una società che spesso non riconosce il ruolo, la dignità e la funzione così delicata ed importante della donna". E' quanto  sottolinea oggi la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan,  in un editoriale sul 'Il Secolo XIX' sulla Giornata Internazionale  della Donna.       

"Dobbiamo fare tutti di più, sapendo che il lavoro rimane il primo  diritto di cittadinanza e di emancipazione da conquistare per le  donne", aggiunge la leader della Cisl. "Il tema del lavoro deve  rappresentare la prima preoccupazione di tutte le forze politiche  uscite dal voto alle quali chiediamo ora senso di responsabilità e  generosità, più volte richiamati con equilibrio e saggezza dal  Presidente della Repubblica Mattarella", sottolinea la Furlan che  ricorda come una donna su 3 in Italia continua a lasciare il lavoro  dopo la nascita del primo figlio.       

"Rispetto al resto dell'Europa sono ancora poche le madri italiane con un bambino che lavorano (57,8 % contro 63,4 %) e, soprattutto, se  paragonate agli uomini (86%). Quando poi i bambini crescono i numeri  crollano al 35,5 % (la media Ue è del 45,6 % ). Sarebbe davvero un  segnale importante se tutte le donne elette in questi giorni nel  nostro Parlamento si battessero unite, senza distinzione ideologiche o di partito, insieme al sindacato ed alle Associazioni del Forum della  Famiglie, per un vero ''patto per la natalità'' nel nostro paese".  

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