"Nell'attesa che la magistratura accerti  le responsabilità, bisognerebbe consentire ad Autostrade di fare  subito i lavori, a partire dalla realizzazione di un nuove ponte". E'  quanto sottolinea oggi la  Segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan.      

 ''Sono stati giorni tragici per tutti -dice la Furlan, tenendo a  ringraziare i vigili del fuoco, le forze dell'ordine, i volontari. Ma  adesso basta con le polemiche, guardiamo al futuro e ridiamo speranza  ai genovesi, agli sfollati come hanno invitato a fare il cardinale  Bagnasco ed il presidente della Repubblica Mattarella''.       

La leader della Cisl aggiunge: ''Credo che si debba seguire l'esempio  del sindaco di Genova, che non ha fatto nemmeno per un secondo  polemica ma si è rimboccato le maniche per cercare gli strumenti per  far rialzare la città il più presto possibile. Sarà la Procura a  individuare le responsabilità del crollo. Intanto però credo che gli  interventi annunciati da Autostrade siano il minimo che la società  immediatamente debba fare subito. E bisogna farglielo fare. Oggi  l'urgenza per Genova è rimettere in moto la viabilità, dare una casa  agli sfollati, evitare ripercussioni sul porto''.        

Furlan condivide la posizione del procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi. ''Bisogna rivedere il regime delle  concessioni nel nostro Paese: la vigilanza, il controllo deve rimanere nelle mani dello Stato, non può essere il concessionario che vigila e  controlla se stesso. Vale per tutti i beni pubblici, le autostrade, le strade, le reti delle telecomunicazioni''.       

Sul varo annunciato dal Governo a settembre di un grande piano per le  infrastrutture, la leader Cisl sottolinea: ''Era ora che si uscisse da un dibattito incomprensibile sul sempre no alle grandi opere e si  iniziasse a pianificare in modo concreto la revisione e  l'ammodernamento di quello che già c'è, ma anche a dotare il paese  delle nuove opere infrastrutturali indispensabili. A partire dalla  Gronda di ponente, di cui si discute da 20 anni: se oggi ci fosse  stata avremmo in parte già risolto il problema della viabilità per i  mezzi pesanti. E poi la Tav, la Tap, il Terzo valico. Le risorse  nazionali ed europee per questi interventi ci sono. Il problema è che  il nostro Paese non riesce a spenderle a causa dei veti incrociati  della politica. Comunque credo che il governo faccia bene ad aprire  una discussione con Bruxelles per rivedere i trattati e il fiscal  compact sugli investimenti in infrastrutture, ricerca e innovazione''.       

Infine sulla eventuale revoca della concessione, la Furlan precisa:  ''Non so se sarà revocata la concessione. Certamente il governo si  farà carico delle tutele per tutti i lavoratori. Sarebbe assurdo che a pagare fossero i lavoratori''. 

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