''Convocare 62 associazioni senza nessun  criterio di rappresentatività non è sinonimo di coinvolgimento e di  apertura. Mettere insieme cariche elettive istituzionali e persone  elette dai cittadini e dall'85% dei lavoratori insieme ad altri serve  solo a fare in modo che nelle due ore che ci concede parlerà solo lui  e l'azienda''. È il leader Fim, Marco Bentivogli, a replicare così  alle parole del ministro dello Sviluppo Di Maio sull'allargamento del  tavolo istituzionale sull'Ilva previsto per oggi.       

''Pensavamo che comprendesse che se in Tv ci sono ancora giornalisti  che non sanno cosa è la libertà di informazione e gli consentono il  monologo, un ministro non possa invece scappare dal confronto  democratico dove i monologhi non sono ammessi. Il ''club privato''  rischia di essere proprio la confusione di oggi utile solo a  nascondere le sue intenzioni e a evitare di confrontarle con noi'',  incalza.    

''Ci auguriamo che il ministro comprenda che mortificare le istituzioni democratiche e il sindacato sia quanto di più sbagliato e controproducente specie in una partita difficile come l'Ilva'',  conclude Bentivogli, ricordando come dall'insediamento al ministero Di Maio abbia incontrato i sindacati sull'Ilva il 18 giugno e il 9 luglio e abbia prorogato i commissari fino al 15 settembre. ''Il tutto mentre le opere ambientali rallentano, le aziende dell indotto licenziano e  l'impianto è ogni giorno più pericoloso'', aggiunge. 

CONDIVIDI