Nel 2015 sono stati sottratti al fisco  quasi 11 miliardi di euro di contributi non pagati a lavoratori  dipendenti: il 6-7% del totale di quelli versati all'Inps. E' il  presidente Inps, Tito Boeri, a rilanciare i dati allegati in un  rapporto al Def per presentare la nuova Banca dati pensata  dall'Istituto per facilitare il monitoraggio contributivo sopratutto  nel settore appalti, tra i più esposti alle irregolarità ed avviare un controllo mirato.       

"Sono dati allarmanti", commenta. Tra il 2011 ed il 2014 l'evasione è  oscillata tra i 10 e gli 11,5 mld l'anno ed il monte salari dei  lavoratori assunti in nero ammonterebbe a circa 20-30 mld pari  pressapoco a 8 euro l'ora. Nel 2014 il gap stimato è stato invece pari a 11,3 miliardi: l'aliquota media non versata dunque pari al 40%. Di  questo tesoretto occultato al fisco è stato possibile recuperare nel  2015 solo 0,7 miliardi tra fruizioni indebite di sgravi e prestazioni  e altri risparmi di spesa. "Dati peraltro sottostimati perchè non  tiene conto anche dell'area grigia, quelli non totalmente irregolari", dice ancora Boeri.  

Ma la partita più grande si gioca nel settore degli  appalti, in particolare in quello delle costruzioni, della manifattura e dei servizi alla imprese settori che vedono impennarsi la  percentuale di irregolarità. E poco conta se operino in appati  pubblici o privati. Nelle costruzioni infatti, ricorda ancora l'Inps,  la percentuale nel 2013 di imprese risultate irregolari al termine di  una ispezione che operavano con appalti pubblici non era tanto diversa da quelle che lavoravano al di fuori del sistema: il 79% contro l'84%.       

"Le aziende appaltatrici pubbliche non sono più virtuose di quelle non appaltatrici. Avere committenti pubblici non significa garanzia di  virtù", commenta ancora Boeri che punta il dito contro le difficoltà  che incontra l'attività ispettiva come dimostra la differenza tra  l'accertato ed il riscosso e i tempi lunghi di valutazione.       

"C'è una grandissima difficoltà a ricostruire la filiera dell'appalto  che rende difficile l'accertamento dell'irregolarità", continua. "E'  urgente invece agire prima che l'evasione si manifesti", ammonisce  ancora auspicando l'adesione massima alle procedure individuate dal  nuovo sistema di rilevazione dati. Una nuova banca dati  "sponsorizzata" anche dal presidente Anac, Raffaele Cantone che però  mette in guardia dal possibile rischio di "duplicare i dati molti dei  quali, direi l'80% già in possesso dell'Autorità".    

 

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