"C'è il faro di tutto il governo  sull'area, attenzione a 360 gradi e di certo le aziende che non  rispettano i patti con lo Stato non la passano liscia". Lo assicura il ministro per il Lavoro, Luigi Di Maio, durante la sua visita  all'azienda di Antonino De Masi, sotto scorta per avere denunciato il  racket della 'Ndrangheta. "C'è la disponibilità a dialogare - dice il  vicepremier a una delegazione dei lavoratori del porto di Gioia Tauro  - ma se ci sono degli accordi si devono rispettare". "Incontrerò tutti gli operatori per trovare soluzioni, so che sono stati anni difficile, ora ci mettiamo al lavoro", conclude Di Maio, a chi gli ricorda gli  ultimi 377 licenziamenti tra i lavoratori del porto. "Il libero  commercio funziona se aiuta le nostre imprese".

Callipo, dice Di Maio, riferendosi al produttore calabrese del tonno in scatola - parlava  prima dei prodotti che stanno distruggendo le nostre eccellenze". "Ora la nostra sfida non è più resistere, ma esistere". Dobbiamo dire fine  alla gestione commissariale del porto di Gioia Tauro, dobbiamo  attrarre investimenti e mobilità di merci in questo territorio.  Dobbiamo dare input da Roma, senza che l'output si perda per strada",  conclude Di Maio.       

"Il lavoro si crea aiutando le imprese, facendo le infrastrutture e  con l'innovazione e le nuove tecnologie". Lo dice il ministro per il  Lavoro, Luigi Di Maio, intervenendo a Gioia Tauro, durante la visita  all'azienda De Masi, minacciata dall''ndrangheta. "De Masi mi ha  raccontato di tutte le innovazioni che sta portando avanti - ricorda - ma mi dice che il problema è metterle sul mercato". "Noi - sottolinea  il vicepremier - abbiamo tanti strumenti, come l'Ice, sotto Cdp, sotto il Mise, veicoli che sono stati creati però con obiettivi  autoreferenziali, che non fanno squadra tra di loro".        Per Di Maio "le imprese si aiutano lasciandole in pace, ma prima di  tutto le deve lasciare in pace la criminalità organizzata", noi  dobbiamo "eliminare la burocrazia creata, a volte, per dare senso a  enti inutili". "Tante scartoffie si possono eliminare sin da domani,  abbiamo eliminato spesometro e redditometro, per esempio", dice Di  Maio.         

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