Un gruppo di antagonisti ha fatto  irruzione all'interno della sede di via Nuova Marina dell'università  di Napoli Federico II, dove a breve è previsto un convegno della  presenza di Massimo D'Alema e Susanna Camusso. Alcune decine di  giovani hanno effettuato una veloce irruzione riuscendo a entrare  nell'aula A4, sede del convegno, riuscendo a evitare l'intervento  delle forze dell'ordine.       

"E' incredibile che qualcuno voglia venire a farsi una verginità  politica", spiegano gli attivisti puntando il dito in particolare  contro l'annunciata presenza di D'Alema. "Queste persone devono  sparire dalla politica, queste persone non si devono più permettere di venire all'università? a parlare della sinistra", aggiunge un altro  attivista. 

"Quando non si permette di discutere  liberamente è un problema per tutti". Queste le parole pronunciate dal segretario della Cgil, Susanna Camusso, mentre lasciava l'edificio di  via Nuova Marina dell'università Federico II di Napoli, 

"Solidarietà a Susanna Camusso per le  assurde contestazioni all'Università Federico II di Napoli. Democrazia vuol dire libero confronto delle idee. Non censure". Così su Twitter  la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, esprime la  propria solidarietà alla leader della Cgil, Susanna Camusso,  

''È gravissimo che si impedisca a qualcuno  di parlare, di partecipare a un confronto, di esprimere liberamente le proprie opinioni''. Così la Ministra dell'Istruzione, dell'Università  e della Ricerca, Valeria Fedeli, in merito a quanto avvenuto questo  pomeriggio all'Università Federico II di Napoli.       

''Fare ricorso alla violenza, verbale e non, per occupare un'aula e  per impedire ad altri di prendere la parola è qualcosa che mai  vorremmo vedere. Mai. Meno che mai in un luogo deputato al confronto,  al dialogo, all'approfondimento come l'università'' aggiunge Fedeli  esprimendo solidarietà nei confronti di Susanna Camusso e di Massimo  D'Alema.       

''Episodi come quelli di oggi - conclude la Ministra - sono da  condannare da parte di tutti, quali che siano le posizioni personali o le appartenenze politiche. Perché quando si impedisce a qualcuno di  esprimere la propria opinione è il sistema democratico in sé che viene messo in discussione''.