"L'analisi dell'FMI sull'incidenza della  spesa pensionistica sul PIL è un falso ideologico". Lo dichiara Cesare Damiano, del Partito democratico, commentando il Working paper sulle  pensioni italiane pubblicato dal Fondo monetario internazionale. L'Fmi infatti ha puntato il dito contro la "generosità" del sistema italiano mentre per Damiano le critiche non sono "nient'altro che il tentativo  di aprire la strada a un ulteriore taglio della previdenza da parte di una istituzione da sempre non neutrale, come l'FMI, che ha una chiara  impostazione liberista".       

"Ci vorrebbe almeno un po' di onestà intellettuale e ricordare che in  Italia la previdenza e l'assistenza si sommano e, quindi, il mancato  scorporo di quest'ultima dal calcolo dei costi dà un risultato  sovrastimato. Ma non basta: si dimentica che la tassazione sulle  pensioni è tra le più alte d'Europa e vale ogni anno 43 miliardi di  euro che vengono restituiti allo Stato". Perché questo elemento non  viene volutamente considerato? Depurata da assistenza e tassazione la  spesa pensionistica in Italia incide solo per il 12% del PIL,  perfettamente allineata con gli altri Paesi europei".      

  "È ora di finirla di farsi dettare le politiche sociali da istituzioni che non ci rappresentano, per poi stupirci se in Europa vincono i  populisti e i demagoghi che si ergono a nuovi difensori dello Stato  sociale con ricette estremiste e irrealizzabili", conclude.  

 

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