"Nessuna 'bufala' da 'Repubblica', nessuna 'falsità', come scrive Luigi Di Maio. Semplicemente, come spesso  accade, il vicepresidente del Consiglio mostra di non avere la minima  conoscenza dei temi di cui sta parlando". Così in una nota il  quotidiano replicando al vicepremier e ministro dello Sviluppo  economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, sul tema delle pensioni d'oro.       

"Il progetto di legge d'iniziativa dei deputati D'Uva e Molinari  depositato alla Camera con tanto di simbolo del Movimento 5 Stelle,  disponibile sul sito di 'Repubblica' e di cui abbiamo dato ampio conto nei giorni passati, non calcola la differenza tra contributi versati e contributi ricevuti, ma si limita a ricalcolare l'età della pensione  di vecchiaia - sottolinea il quotidiano- secondo una tabella calcolata oggi sulle speranze di vita attuali, compiendo così una penalizzazione sul metodo retributivo, come scritto nella seconda riga del progetto  di legge che forse Di Maio ha letto".       

"'Repubblica', inoltre, non ha mai affermato che la maggioranza delle  persone colpite dal provvedimento saranno donne, ma semplicemente che  le donne saranno in proporzione più colpite degli uomini. E' ovvio che sia così, perché in passato l'età di pensionamento di vecchiaia delle  donne era sensibilmente più bassa di quella degli uomini", conclude.   

Così ha scritto su Facebook il Ministro Di Maio “C'è qualche giornalista di Repubblica che ha paura di perdere la sua pensione d'oro? A leggere l'articolo pieno di falsità che è stato pubblicato oggi viene proprio da pensare di sì. Le notizie false però non fermeranno il nostro progetto di eliminare le sperequazioni e le ingiustizie e lo ribadisco: tra poco le pensioni d'oro senza i contributi versati saranno solo un ricordo. Ma intanto diffondete questo post per aiutarmi a smontare tutte le bufale dell'articolo e ristabilire la verità.

L'Inps sta ricostruendo la storia contributiva di tutti coloro che hanno una pensione superiore a 4.000 euro: quelli che prendono più di quanto hanno versato, una volta individuati, avranno un taglio pari a quello che prendono in più. Prenderanno quello che hanno versato. Come tutti. E non abbiamo alcuna paura dei ricorsi. Perchè, al contrario del contributo di solidarietà che è fissato dalla legge in modo secco e uguale per tutti nelle percentuali, e già giudicato incostituzionale, il nostro ricalcolo si basa su un calcolo oggettivo ed un principio: quanto i pensionati dovrebbero prendere di pensione in base ai loro contributi versati. Semplicemente equità.

Mettete il caso del signor Bianchi e del signor Rossi, entrambi prendono 5.000 euro di pensione. Il signor Rossi ha versato effettivamente contributi per 5.000, il signor Bianchi ne ha versato solo per 4.000. Con la nostra legge il signor Rossi continuerà a prenderne 5.000, mentre il signor Bianchi inizierà a percepirne 4.000, ossia quello che ha versato.

Contrariamente a quanto afferma Repubblica, le donne saranno una minoranza. Sono solo 30.000 circa, quindi più o meno 1 su 5. Non si capisce come abbiano fatto a inventarsi i dati riportati. Esiste inoltre una clausola di salvaguardia per cui nessuna pensione ricalcolata può andare sotto i 4.000 euro.

L'unica cosa vera dell'articolo è che "potrebbero essere di più di 158 mila" infatti l'Inps stima tra 158.000 e 188.000. Circa 200.000 privilegi eliminati. Sarà un gran risultato per ristabilire l'equità sociale”

 

 

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