Se tra il vertici della Cgil e  quelli della Fiom "ci fu un punto di conflitto fu, per esempio, una  credibilità attribuita a Matteo Renzi da parte di Maurizio Landini,  che invece la direzione della Cgil non ebbe". Lo spiega Susanna  Camusso, segretario generale della Cgil, rispondendo, a margine di un  convegno a Bruxelles, all'osservazione su come la Cgil si sia  ricompattata a sinistra anche grazie all'opposizione alle politiche  del governo guidato dall'attuale segretario del Pd.       

"La valutazione è più complicata - continua la Camusso - dubito sempre che sia un governo quello che ricompatta: è molto discutibile. Penso - dice - sia stato importante il processo di elaborazione che abbiamo  fatto, compreso misurarci con una stagione del tutto differente, in  cui bisognava riconiugare l'autonomia del sindacato e anche  ri-immaginare gli strumenti con cui agire, quando la politica teorizza la disintermediazione e continua ad esercitarla".       

"In questo c'è quanto di più classico c'è nella storia del movimento  operaio: quando il movimento operaio è in difficoltà, il suo sindacato non può che essergli a fianco e unito", conclude la Camusso.    

 

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