Conto alla rovescia per il congresso Cgil che  si aprirà domani, 22 gennaio a Bari e che ha già stabilito un  doppio primato: è la prima convention ad aprirsi con una sfida ai  vertici, due candidature di ispirazione opposta che di fatto spaccano  il sindacato; ed è il primo congresso ad eleggere attraverso  un'Assemblea generale votata dalla stessa assise e non da un direttivo ristretto, il futuro leader di Corso Italia. A meno di accordi  dell'ultima ora dunque, con cui evitare di andare ad una conta su  liste contrapposte (ma alcuni tentativi di mediazione sono già  falliti) si sfideranno perciò Maurizio Landini, segretario confederale Cgil con un passato da leader dei metalmeccanici di Corso Italia, la  categoria più agguerrita della confederazione; e Vincenzo Colla,  segretario confederale già segretario generale della Cgil Emilia  Romagna.       

A dividerli, considerato che il documento su cui si presentano è lo  stesso, quello di maggioranza approvato dal 98% della Cgil, è in  sostanza il rapporto con la politica. Più movimentista e radicale il  primo per il quale il sindacato deve parlare con chi c'è,  completamente autonomo dalla politica; riformista e convinto assertore della necessità di un grande partito progressista che raccolga le  istanze del mondo del lavoro, il secondo. Una sfida che al contrario  della prima ora appare testa a testa ma che per alcuni osservatori  esterni alla Cgil ha tutto sommato un valore positivo; che un  sindacato, dalla struttura monolitica, dibatta sul proprio futuro è  sinonimo di uno buono stato di salute della democrazia interna.       

Ad animare le quattro giornate di Bari gli oltre 866 delegati e i 1600 ospiti nazionali e internazionali. Il giorno di apertura, dopo la  relazione del leader uscente Susanna Camusso, sul palco si  avvicenderanno i leader di Cisl e Uil, Annamaria Furlan e Carmelo  Barbagallo. Grande assente, per ora il governo. L'invito al premier  Giuseppe Conte, infatti, non ha avuto seguito. Di altre possibili  'candidature' da parte dell'esecutivo non si hanno notizie. Per il 23, mercoledì, è prevista invece la lectio magistralis di Rosy Bindi, ex  ministro della Sanità, sul 40mo anniversario della riforma sanitaria.  Ma sarà il 24 il giorno focale: alle 15 infatti è prevista la  convocazione dell'Assemblea generale, circa 300 i delegati  partecipanti, che eleggeranno appunto il nuovo segretario generale. Il nuovo leader Cgil, prenderà dunque la parola alle 12 di venerdì 25  gennaio.

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