"Abbiamo raggiunto un accordo sulla  sospensione dei licenziamenti per avere il tempo di operare una  reindustrializzazione su cui si sono impegnate Embraco e Whirlpool  anche economicamente. In questo periodo i lavoratori prenderanno lo  stipendio pieno, non ci sarà dunque né part time né riduzione di  orario e questo avverrà a carico dell'azienda". Lo ha detto il  ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda al termine  dell'incontro al Mise tra azienda e sindacati con cui è stato messo a  punto un piano per Embraco.       

 "Abbiamo messo in campo Invitalia anche con il nuovo  fondo contro la delocalizzazione deliberato dal Cipe se e nel caso la  nuova reindustrializzazione non avvenisse entro il periodo in cui i  licenziamenti sono sospesi", continua Calenda che però esclude  quest'ultima ipotesi. "Non riteniamo che questo possa accadere e  quanto concordato è dunque un paracadute in più che fino a ieri non  c'era per gestire questi casi di delocalizzazione", dice ancora  "soddisfatto".       

L'obiettivo, infatti, prosegue, "di fermare, sospendere i  licenziamenti è stato raggiunto ora è importante trovare rapidamente  una reindustrializzazione del sito". Ma con la reindustrializzazione e la ricerca di nuovi partner che possano rilevare l'attività di  Embraco, annota ancora il ministro, il governo non rinuncerà a  rinnovare quel pressing già in corso, a livello europeo, contro le  delocalizzazioni. "Il problema non è solo Embraco ma di tante aziende, quindi molto più?ampio. E noi vogliamo vederci chiaro sull'utilizzo  dei fondi strutturali e sugli aiuti di Stato" dice ancora.       

I sindacati, dal canto loro, spiega ancora Calenda hanno firmato  l'accordo, "ovviamente non quello sui licenziamenti", con cui avviare  il nuovo processo e la reindustrializzazione futura. Prossimo  appuntamento con Fim, Fiom e Uilm a metà marzo quando il ministero  farà il punto sulle proposte di reindustrializzazione. Intanto,  conclude Calenda, "abbiamo messo in sicurezza l'accordo prima delle  elezioni".   

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