"Pare che oggi non conoscere le  Capitali europee e del mondo, confondere i Paesi, non conoscere i  congiuntivi, sia considerato chic, sinonimo di originalità. Mentre  usare un linguaggio minimamente corretto profuma di antico". Esordisce così Emma Bonino, oggi a Milano dal palco della Conferenza mondiale  'Science for Peace', dedicata quest'anno al tema delle post-verità.       

Per Bonino l'unico scudo contro le fake news è la conoscenza. "Siamo  tutti chiamati a tornare a difendere un principio basilare del sistema democratico che oggi è messo in discussione: quello del conoscere per  deliberare - spiega - Se conosci solo bufale, le deliberazioni non  saranno brillanti o adeguate. Oggi vediamo che si crea un corto  circuito dove le bufale che circolano in Rete si rinforzano, vengono  rilanciate dalla carta stampata, ed entrano nel senso comune e nella  politica. Ma non la politica del buon senso, piuttosto quella del  senso comune che segue soluzioni semplicistiche".      

  Ed ecco perché Bonino si rivolge direttamente ai ragazzi con un  invito: "Fate il vostro mestiere, studiate. E sarete più resistenti  alle bufale e agli imbonitori che sfruttano la paura, uno strumento di campagna elettorale che va fortissimo". Quella contro le post-verità è "una battaglia civile che possiamo e dobbiamo vincere. Ciascuno di noi può essere strumento. Possiamo smettere di passare il tempo su  Internet fra like e post" e leggere "un buon libro, recuperare il  piacere di scrivere a mano. Se studiate, voi ragazzi sarete attori  protagonisti e responsabili".  

 

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