"Ho apprezzato e condiviso le prese di  posizione delle organizzazioni sindacali nei confronti degli atti  compiuti da quell'energumeno approdato al Viminale, il quale non ha  esitato a lucrare consenso sulla pelle di 629 poveracci imbarcati  sulla nave (da crociera?) Aquarius (dopo essere stati ripescati qua e  là nel Canale di Sicilia) e diretti sulle nostre coste alla ricerca  della agognata 'pacchia'. Ha ragione il ministro Salvini: è stato il  'nuovo inizio' di una stagione della vergogna". Lo scrive l'economista Giuliano Cazzola sul 'Diario del Lavoro'.       

Ma, avverte Cazzola, "ciò che deve scandalizzarci e spaventarci è la  reazione degli italiani". "I commenti della vicenda Aquarius  -sottolinea Cazzola- che viaggiano in rete fanno vomitare, sono  intrisi di odio e di sentimenti razzisti, si sperticano in elogi per  Salvini e Giuseppe Carneade Conte (il prototipo del fatto 'che uno  vale uno'),trasudano disprezzo per i 'negher' come se si trattasse di esseri inferiori e manifestano un orgoglio malato per l'Italia 'che  finalmente si fa sentire'".       

"Senza che ce ne accorgessimo siamo scivolati verso un fascismo di  nuovo conio, un fascismo di massa, sostenuto da un ampio consenso,  alimentato dal veleno che scorre sulla rete: un fenomeno che,  purtroppo, non rappresenta un incidente della storia, ma è la  narrazione di una svolta profonda avvenuta nelle viscere della  società", dice Cazzola che aggiunge: "I sindacati sono rimasti le  uniche forze organizzate in campo, anche se al loro interno sono  penetrate consistenti 'quinte colonne' dei nemici. Ma sono anche  l'ultima trincea non solo della libertà, ma della civiltà. Il sonno  della ragione genera mostri. Pensavamo di averli uccisi per sempre.  Invece sono ancora lì, riemersi dagli acquitrini della storia, ancora  imbrattate dal sangue di decine di milioni di morti, quelle che Macron ha definito le 'passioni tristi dell'Europa'", conclude.       

CONDIVIDI