"Quando ho dato la mia disponibilità alla  candidatura sulla base dell'appello di tanti sindaci e di molti  militanti che mi hanno incoraggiato e che io ringrazio moltissimo,  quella scelta poggiava su due obiettivi: unire il più possibile il  nostro partito e rafforzarlo per costruire un'alternativa al governo  nazionalpopulista". Marco Minniti  annuncia il suo ritiro dalla corsa alla segreteria del Pd. E aggiunge: "Resto convinto in modo irrinunciabile che il congresso ci debba  consegnare una leadership forte e legittimata dalle primarie. Ho però  constatato che tutto questo con così tanti candidati potrebbe non  accadere. Il mio è un gesto d'amore verso il partito".    

Nel pomeriggio di ieri c'era stato un incontro con i renziani. "E poi i parlamentari dovrebbero firmare  questo impegno a non uscire dal Pd...". Quando Marco Minniti ha  elencato le sue condizioni per confermare la sua candidatura al  Congresso, gli sherpa renziani che lo hanno incontrato nel pomeriggio  hanno strabuzzato gli occhi. "Ma anche solo l'idea è offensiva per i  nostri....", ha allargato le braccia per primo Luca Lotti e poi anche  Lorenzo Guerini e Ettore Rosato.       

L'incontroaveva lasciato immutata la situazione: Minniti sembrava sempre a un passo dall'annunciare il suo addio alle primarie.  Dopo il 'vertice' del pomeriggio l'ex ministro si è preso  qualche ora di riflessione. "Ma non oltre domattina, altrimenti questa situazione non si regge più", assicura una fonte dem.

Perchè all'incontro Lotti e Guerini si erano presentati con le  migliori intenzioni e alla vigilia avevano anche lasciato trapelare un certo ottimismo. "L'area c'è. E' tutta con te -hanno detto a Minniti-. Le firme per la candidatura le abbiamo raccolte noi, in pochissimo  tempo abbiamo trovato 500 sindaci che hanno sottoscritto il manifesto  per te". L'appoggio dei renziani, insomma, è assicurato.      

- Ma nel corso dell'incontro molte delle preoccupazioni di Minniti avrebbero riguardato le future mosse di Matteo Renzi e  l'eventuale nascita di un nuovo movimento. Una prospettiva,  evidentemente, considerata non in termini positivi per il Pd dall'ex  ministro.       

All'incontro è anche seguito un secondo tempo telefonico con i soli  Guerini e Rosato, ma non è servito a superare lo stallo. Con  l'aggravante che tra i deputati renziani intanto impegnati alla Camera con la manovra si diffondeva la voce dell'impegno scritto richiesto da Minniti: "Ma davvero? Non è possibile. Ormai il filo si è rotto...",  ragionavano i deputati dem.          

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