Accogliere i rifiuti dalla Capitale? No  grazie. La maggior parte delle Regioni non è disponibile a porgere la  mano a Roma e quelle che prendono l'ipotesi in considerazione non  vogliono che la questione, tutta politica, passi sotto silenzio. Gli  occhi, per scongiurare l'emergenza mondezza nelle strade capitoline  proprio alle porte del Natale, sono puntati in primis sull'Abruzzo che ha già un accordo, in scadenza il 31 dicembre, per il trasferimento di 70mila tonnellate l'anno. E a cui, su sollecitazione di Ama, la  Regione Lazio ha inoltrato ieri una richiesta formale per la proroga  dell'intesa per lo stesso quantitativo di tonnellate annue totali, con la possibilità di conferire un quantitativo maggiore nel primo  semestre.      

  "Certamente viene fatta una valutazione tecnica, ma non intendo  prendere nessuna decisione finché non mi arriva una richiesta formale  anche politica del sindaco Raggi e del Comune di Roma", annuncia   il presidente vicario della giunta regionale  dell'Abruzzo Giovanni Lolli.       

La richiesta, inoltrata dal Lazio per conto di Ama, secondo Lolli "non è sufficiente: non è una questione aziendale. Ho bisogno che il  sindaco o l'assessore me lo chieda con una lettera formale - prosegue  - Noi siamo pronti, ancora una volta, a farci carico della situazione  a certe condizioni ovviamente parlando di trattamento e non di  smaltimento. Ma questo discorso si potrà fare solo a seguito di una  richiesta formale, una lettera del Comune o della Raggi". Prima di  questo passaggio "non ci sono le condizioni".        

Anche la Lombardia non sbatte del tutto la porta, ma il  presidente Attilio Fontana si toglie qualche sassolino dalla scarpa.  "E' curioso questo appello dopo che ci hanno detto per mesi che siamo  degli inquinatori perché usiamo dei termovalorizzatori. E' curioso,  valuteremo", afferma il governatore lombardo che vuole un chiarimento.      

  "Se i termovalorizzatori inquinano - sottolinea - la risposta sarebbe  sicuramente: 'no, non posso mica contribuire a inquinare ulteriormente l'aria della mia Regione'; se invece si riconosce che i  termovalorizzatori non inquinano in maniera preoccupante allora il  discorso si potrà rifare".     

   L'Emilia Romagna non dimentica le polemiche dello scorso anno. "A noi  non ci è arrivata nessuna richiesta: certo, sarebbe ben curioso -  commenta il presidente dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini - L'hanno scorso mi arrivò una richiesta da parte della Regione Lazio per  richiesta di Ama. Noi demmo il consenso e poi mi arrivarono gli  insulti del Movimento 5 stelle dicendo che volevo strumentalizzare  politicamente" la questione. "Pensate un po', avrei strumentalizzato  politicamente io una richiesta che arrivava direttamente dalla  Capitale. Dopodiché decisero di portarli in Abruzzo, credo spendendo  anche di più", ricorda Bonaccini.        (

- "Voglio vederli chiederci una mano dopo che ci hanno  irriso e deriso lo scorso anno solo perché avevamo dato disponibilità  - conclude il governatore dell'Emilia Romagna - Quindi mi auguro che  nessuno ci venga a chiedere nulla".      

  Intanto alza paletti la Toscana. "Privilegiamo il conferimento dei  rifiuti toscani: in questa fase non credo che la Toscana possa essere  disponibile ad accogliere rifiuti da altre regioni anche perché il  principio lo abbiamo messo anche negli atti", afferma l'assessore  all'Ambiente e ai Rifiuti Federica Fratoni.       

"Avremmo la possibilità di aiutare Roma ma andrebbe messo sul tavolo  di una trattativa", sottolinea il presidente della Regione Molise  Donato Toma facendo notare che "questo è un problema al quale sono  molto sensibili le popolazioni - osserva sulla questione di accogliere rifiuti da altre regioni - in linea principale la nostra popolazione è contraria ad accettare i rifiuti di altre regioni se non dopo aver  accettato e lavorato i rifiuti della nostra Regione".