''La verifica incrociata degli esiti  dell'analisi economica con le indicazioni derivanti dall'analisi  monetaria ha confermato che le decisioni di politica monetaria odierne assicureranno l'ampio grado di accomodamento monetario necessario  affinché l'inflazione continui stabilmente a convergere'' verso i  target desiderati. Lo sottolinea il presidente della Bce Mario Draghi  in conferenza stampa.   

- Nella riunione del Consiglio Direttivo  della Bce "non abbiamo discusso la politica di reinvestimento" dei  titoli in scadenza, acquistati nel quadro del Quantitative Easing. Lo  sottolinea in conferenza stampa il presidente della Bce Mario Draghi.  Comunque, ha aggiunto, in questi reinvestimenti "resta la 'capital  key'" ovvero la ripartizione legata alle quote nazionali.        

''Le informazioni raccolte dalla Bce  indicano che l'economia dell'Eurozona si mantiene su un percorso di  crescita solida e diffusa''. Lo annuncia il presidente della Bce,  Mario Draghi, in conferenza stampa dopo la riunione del Consiglio  direttivo. "Le indicazioni - ha aggiunto - sono in linea con le stime  macroeconomiche diffuse a giugno". "Nell'eurozona i rischi per le  prospettive di crescita restano sostanzialmente bilanciati" anche se  "sono più evidenti le incertezze connesse a fattori di carattere  globale, fra cui la minaccia di maggiore protezionismo. Inoltre, il  rischio del perdurare di un'accentuata variabilità nei mercati  finanziari necessita un'attenta osservazione", afferma. ''La verifica  incrociata degli esiti dell'analisi economica - dice - con le  indicazioni derivanti dall'analisi monetaria ha confermato che le  decisioni di politica monetaria odierne assicureranno l'ampio grado di accomodamento monetario necessario affinché l'inflazione continui  stabilmente a convergere'' verso i target desiderati. "E' troppo  presto per valutare il reale contenuto" dell'accordo, ammette, ma  "comunque è un buon segno che mostra che c'è la volontà di discutere  le questioni commerciali di nuovo in una cornice multilaterale. E'  comunque difficile andare oltre" questa valutazione.       

Nella riunione del Consiglio direttivo della Bce, fa presente, "non  abbiamo discusso la politica di reinvestimento" dei titoli in  scadenza, acquistati nel quadro del Quantitative Easing. Comunque,  aggiunge, in questi reinvestimenti "resta la 'capital key'" ovvero la  ripartizione legata alle quote nazionali. Sulla ripresa  dell'inflazione ci sono "segnali incoraggianti ma è troppo presto per  dichiarare vittoria", sottolinea.       

Il sistema Target 2 dei pagamenti all'interno dell'Eurozona "funziona  bene" e chi lo contesta, agitando le cifre di presunti squilibri (in  particolare dell'Italia) "non ama l'euro, non vuole un'unione  monetaria efficiente", avverte in risposta a una domanda direttamente  mirata al nostro paese, osserva come sia "troppo presto per affermare" che ci sia "l'incertezza politica" dietro i movimenti di capitale  evidenziati dai dati Target2. Rispetto al 2012, quando Mario Draghi  pronunciò il famoso impegno a fare 'whatever it takes' per allontanare i rischi, "oggi l'euro poggia su fondamenta molto più solide, e anche  la Bce è una banca centrale diversa, con una dotazione di strumenti  molto più ampia", rimarca sottolineando che dal 2012 "i governi hanno  fatto molte riforme importanti anche se resta ancora molto da fare".    

CONDIVIDI