"Non temo le minacce, ma dico basta  all'odio che zittisce tutto il resto". E' il segretario della Fim Cisl Marco Bentivogli, sotto scorta dopo mesi di avvertimenti,  intimidazioni e minacce di morte, ad affermarlo in un'intervista a "il Dubbio". "Abbiamo fallito il nostro ruolo educativo, tutti, la  sinistra ideologica, in particolare quella incardinata nel mondo  dell'informazione, ha tirato la volata a neofascisti e razzisti" dice  il leader sindacale.       

Il ventaglio di minacce ricevute dal sindacalista è ampio e va da  'servo di Renzi e dei padroni devi morire' a 'ti gambizziamo e ti  mettiamo a testa in giù' fino a 'europeista amico dei negri devi  morire' e 'sei complice di chi ha ucciso i bambini a Taranto' o 'sei  per il lavoro gratis degli studenti in alternanza scuola lavoro, devi  morire'. E su queste frasi Bentivogli taglia corto: "Non ho mai avuto  paura di queste cose, non inizierò ora". E alla domanda se il lavoro  sia tornato ad essere un fronte così incandescente e divisivo, il  leader delle tute blu della Cisl risponde: "Magari fosse 'divisivo',  di idee diverse in campo c'è ne è un gran bisogno per trovare una  strada comune".       

"La verità -osserva Bentivogli- è che della questione lavoro non  interessa a nessuno ed è tuttavia un terreno di scontro tutto  ideologico tra propaganda e opposizione, in un quadro di incompetenza  totale. Non solo. Quando un ex presidente del Consiglio dice che 'Cisl e Uil si sono venduti per un piatto di lenticchie nei recenti  provvedimenti sulle pensioni', un presidente di regione paragona la  Tap ad Auschwitz e accusa me e Calenda di essere complici di chi  uccide i bambini del quartiere Tamburi di Taranto, tutto è più  chiaro". "Sono saltati tutti i freni" sottolinea il segretario della  Fim Cisl.    

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