''Per Forza Italia e per il centrodestra al governo la riforma del mercato del lavoro, dopo i disastri della  sinistra, sarà uno dei punti chiave, da fare nei primi cento giorni,  per il rilancio del Paese''. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.  

''Innanzitutto -sottolinea- più crescita attraverso investimenti  pubblici e privati, solo con una crescita del Pil superiore al 2% si  creano nuovi e veri posti di lavoro. Questa è la condizione  necessaria, anche se non sufficiente. Poi occorre aumentare, come  dicono gli economisti, l'elasticità dell'occupazione nei confronti  della dinamica del prodotto interno lordo. Per questo aboliremo il  Jobs Act di Renzi, una cattiva legge che in questi anni ha dissipato  decine di miliardi di euro di risorse pubbliche con il solo inutile  risultato di drogare il mercato del lavoro".       

"Inoltre -prosegue- reintrodurremo i voucher, malamente cancellati  dalla sinistra al governo per paura di una seconda sconfitta  referendaria" e "ultimo punto, ma primo per importanza: torneremo alla Biagi, una Biagi 2.0 o 4.0, riformata e adeguata ai tempi che viviamo. Nel 2003 la riforma del lavoro del secondo governo Berlusconi (Legge  Biagi, appunto) ha creato 1.560.000 nuovi posti di lavoro (di cui 2 su 3 a tempo indeterminato) e ridotto il tasso di disoccupazione dal 9,6% al 7,1%. Vogliamo ripercorrere quello straordinario risultato: più  tutele, più stabilità per i rapporti di lavoro precari". 

"La flat Tax è la nostra idea di sempre, e  la Lega l'ha condivisa. L'obiettivo è di arrivare ad una aliquota  unica, nell'arco della legislatura, tra il 15 e il 20%. Meno tasse,  meno tasse, meno tasse". Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di  Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo a 'Radio Anch'io', su Radio Uno.       

"Con la Lega e con gli altri alleati stiamo scrivendo insieme il  programma per il centrodestra, sarà un programma ovviamente unitario  per una coalizione che si avvia a vincere le prossime elezioni. Meno  tasse, più crescita. Da economista ho insegnato a tutti quelli che  scrivono sui giornali cose di economia e posso dire che i programmi  della mia parte politica, del centrodestra, hanno una certa  credibilità" ha scandito ancora Brunetta.       

"I posti di lavoro, quelli veri, -ha segnalato Brunetta- si creano  solo se c'è crescita e se la crescita va oltre il 2% del Pil. Sotto il 2% del Pil anche se si creano posti di lavoro non sono posti di lavoro veri, ma drogati da vari incentivi, come hanno fatto Renzi e Gentiloni con il sistema dei bonus, delle detrazioni, degli incentivi, appunto.  Finiti gli incentivi finiscono anche i posti di lavoro, e questo è  successo. Quindi la prima vera grande ricetta è avere più crescita".