Strada ancora in salita nel centrodestra  per la scelta dei candidati governatori alle prossime regionali, dal  Piemonte all'Abruzzo alla Sardegna. Tutto dipende dai leader: fino a  quando Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni non si  sederanno attorno allo stesso tavolo, non si uscirà dallo stallo  attuale. ''Nell'aria non c'è un incontro tra Salvini e Berlusconi'',  dice un big leghista. Ma c'è chi scommette che alla fine l'incontro  potrebbe tenersi nel fine settimana, visto che sia il Cav che il  'Capitano' sono impegnati a Roma. Domani, alle 17.30, l'ex premier  sarà all'Ergife per presentare la contromanovra di Fi, mentre sabato  il vicepremier sarà in piazza per ''festeggiare i successi della  Lega'' nel primo anno a palazzo Chigi.       

Assente all'ultimo vertice di Milano convocato da Berlusconi per  sciogliere il nodo delle regionali, Salvini dovrà chiarire con gli  alleati Fi e Fdi e spiegare cosa vorrà fare. Durante l'incontro di  oggi a palazzo Grazioli con gli 'eletti' della Puglia l'ex premier  avrebbe lasciato intendere che dovrà sentire Salvini per parlare di  elezioni regionali e amministrative. Meloni, che nel pomeriggio ha  firmato un patto federativo con Raffaele Fitto per le europee, primo  passo verso un nuovo soggetto politico sovranista-conservatore (domani sarà la volta dell'accordo con il popolo delle partite Iva),ammette  che ''bisogna ancora chiudere'' sulle candidature alle regionali.       

La trattativa, raccontano, ripartirà dallo schema originario: la  Sardegna spetterebbe alla Lega, mentre Piemonte e Basilicata a Fi, e  l'Abruzzo sarebbe in quota Fdi. Il problema sono e restano i nomi. Per una ragione e l'altra, la griglia non è stata ancora definita e solo i leader potranno sbrogliare la matassa.