Il decreto legge su sicurezza e  immigrazione introduce "una tipizzazione della tutela complementare  alla protezione internazionale, nei due status di rifugiato e  beneficiario di protezione sussidiaria", individuando "casi speciali  di permesso di soggiorno temporaneo per esigenze di carattere  umanitario che si fondano sul principio di 'non refoulement' ovvero il divieto di espulsione o respingimento verso un Paese in cui il  richiedente sarebbe esposto a rischio di persecuzione o tortura, sulla sussistenza di motivi di salute di particolare gravità e sulla  ricorrenza di eccezionali calamità nel Paese di origine".       

Si individua anche "una nuova ipotesi di permesso di soggiorno con  carattere premiale connessa al compimento di atti di particolare  valore civile. A queste ipotesi si affiancano i permessi di soggiorno  già previsti per vittime di tratta, di violenza domestica e di grave  sfruttamento lavorativo, fino ad oggi regolamentati con il rinvio alla disciplina del permesso per motivi umanitari, che conservano le  facoltà già riconosciute dalla disciplina vigente".       

Si prevede "l'iscrizione al Servizio sanitario nazionale dei titolari  dei permessi per protezione speciale e per casi speciali collegati ad  esigenze di carattere umanitario Si attribuisce la competenza  giurisdizionale per le controversie relative ai permessi di soggiorno  speciali per esigenze di carattere umanitario, trattandosi di diritti  soggettivi, alle sezioni specializzate degli organi di giustizia  ordinaria. L'ordinanza con cui viene definito il giudizio non è  appellabile".  

- Inoltre, "la rinnovabilità per ulteriori sei mesi del  permesso per calamità che costituisce una delle ipotesi di permesso di soggiorno temporaneo per esigenze di carattere umanitario introdotte  con il decreto-legge, ove persista l'impedimento al rientro nel Paese  di origine; la prolunga da 90 a 180 giorni la durata massima del  trattenimento dello straniero nei centri di permanenza per il  rimpatrio".       

Prevede "il trattenimento dei richiedenti asilo negli Hot Spot, al  fine di accertarne l'identità o la cittadinanza"; stabilisce "la  possibilità di trattenimento degli stranieri da espellere anche in  altre strutture idonee nella disponibilità della pubblica sicurezza in caso di indisponibilità nei Cpr"; chiarisce che "il divieto di  reingresso dello straniero espulso è valido non solo in Italia, ma  nello spazio Schengen".       

E ancora: "abroga la disposizione che ha istituito trenta sportelli  comunali per il rimpatrio volontario assistito ad oggi non ancora  attivati trasferendo le relative risorse al fondo rimpatri del  ministero dell'Interno; amplia la platea dei reati che comportano  diniego e revoca della protezione internazionale in sede di  conversione al Senato è stato anche inserito il furto in abitazione  anche non aggravato; prevede la cessazione della protezione  internazionale per rientro del titolare nel Paese di origine, ove non  giustificato da gravi e comprovati motivi".  

Poi, "prevede il monitoraggio dei flussi migratori ai  fini della progressiva chiusura dei centri di accoglienza  straordinaria; introduce disposizioni in materia di domanda reiterata  e di domanda presentata in frontiera, intese ad impedire il ricorso  strumentale alla domanda di protezione internazionale; stabilisce  l'esame immediato della domanda di protezione internazionale per i  richiedenti che hanno in corso un procedimento penale per un reato che in caso di condanna definitiva comporterebbe il diniego della  protezione, quando ricorrono altresì i presupposti di pericolosità,  ovvero che hanno ricevuto una condanna anche non definitiva per gli  stessi reati".      

  In caso di diniego della Commissione territoriale, il richiedente ha  l'obbligo di lasciare il territorio nazionale anche in caso di  proposizione del ricorso giurisdizionale avverso la decisione di  rigetto della Commissione; istituisce presso alcune Prefetture sezioni dell' Unità Dublino attualmente operante solo al centro deputata  all'individuazione dello Stato Ue competente all'esame della domanda  di protezione; riserva l'accoglienza nel sistema Sprar ai soli  titolari di protezione internazionale e ai minori stranieri non  accompagnati.       

I minori stranieri non accompagnati rimangono in accoglienza nel  Sistema di protezione degli enti locali, fino alla definizione della  domanda di protezione internazionale, anche oltre il compimento della  maggiore età. Con disposizione transitoria si consente ai richiedenti  asilo e ai titolari di protezione umanitaria già presenti nello SPRAR  di rimanervi fino alla conclusione del progetto di accoglienza in  corso; esclude l'iscrizione anagrafica per i richiedenti asilo. 

- Ancora: amplia i termini per l'istruttoria della domanda di concessione della cittadinanza ed esclude il silenzio assenso, oggi previsto , al decorso del termine, per l'acquisizione della  cittadinanza per matrimonio; prevede la revoca della cittadinanza per  reati di terrorismo; esclude il difensore dalla liquidazione del  compenso a carico dello Stato (gratuito patrocinio) in caso di  impugnazione dichiarata inammissibile.       

 Prevede l'adozione della c.d. ''Lista dei Paesi di origine sicuri'',  che consente un esame accelerato e, ove possibile, svolto in  frontiera, delle domande di protezione di coloro che provengono da  tali Paesi; si amplia il ventaglio di ipotesi (false dichiarazioni,  ingresso o permanenza illegale senza presentare tempestivamente la  domanda, etc.) in cui la Commissione può valutare la domanda come  manifestamente infondata.       

L'istituzione di Sezioni straordinarie delle Commissioni territoriali  per il riconoscimento dello status di rifugiato, fino ad un massimo di dieci, che opereranno nel corso del 2019, per un periodo massimo di  otto mesi, per esaminare con celerità i procedimenti pendenti; la  vigilanza collaborativa dell'ANAC sulle procedure negoziate per la  realizzazione e l'ampliamento dei Centri per il rimpatrio; l'accesso  del Garante delle persone private della libertà personale presso i  locali degli Hot Spot in cui può essere effettuato il trattenimento a  fini di identificazione.    

Previste la necessità della conoscenza della lingua  italiana ai fini della concessione della cittadinanza; la possibilità  di rigettare la domanda di protezione se in una parte del Paese di  origine il richiedente non corre rischio di persecuzione o danno grave e si può ragionevolmente ritenere che vi si ristabilisca; che le  strutture straordinarie di accoglienza (cc.dd. CAS) sono attivate  ''previo parere'' dell'ente locale interessato, anziché ''sentito''  l'ente locale; che l'impiego in lavori di pubblica utilità sia  riservato ai titolari di protezione internazionale e non anche ai  richiedenti asilo.       

L'onere per i gestori dei centri di accoglienza o di rimpatrio di  pubblicare sul proprio sito o portale la rendicontazione delle spese  di gestione. Gli stessi dati saranno resi disponibili sul sito delle  prefetture attraverso un link al sito del gestore; la convalida, da  parte dell'autorità giudiziaria, del cd respingimento differito del  questore. A tale ipotesi di respingimento, analoga nella sostanza  all'espulsione, sarà connesso un divieto di reingresso, per un tempo  tra tre e cinque anni, nell'area Schengen. 

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