Il Parlamento Europeo ha  approvato, emendandola, la proposta di regolamento che assegna la sede dell'Ema ad Amsterdam. La modifica della proposta, approvata dall'Aula a maggioranza, consente di andare al trilogo, il negoziato  interistituzionale tra Consiglio e Parlamento, con l'assistenza della  Commissione Europea, che sarà condotto per il Consiglio dalla  presidenza di turno, attualmente assegnata alla Bulgaria, per trovare  un testo di compromesso.      

  "Siamo riusciti ad avere il mandato alla plenaria per il trilogo.  Questo significa che ci siederemo con il Consiglio e la Commissione a  negoziare sulla sede della nuova agenzia e sulle condizioni alle quali stiamo subordinando la nostra decisione", spiega il relatore Giovanni  La Via, eurodeputato di Ap (gruppo Ppe). Da un lato, si prevede "che  gli olandesi facciano la loro parte nella costruzione della sede  temporanea e di quella definitiva. Dall'altro lato quello che abbiamo  allegato al mandato negoziale è l'emendamento 15, che hanno appoggiato tutti i gruppi politici, ad eccezione dell'Enf (il gruppo della Lega,  partito al governo nella Regione Lombardia, ndr) e l'Ecr, i  conservatori".    

L'emendamento è sottoscritto anche dall'Efdd, il gruppo  di cui fa parte il Movimento Cinque Stelle. "Si tratta di una  rivendicazione istituzionale in cui chiediamo che questa sia l'ultima  volta" che la scelta della sede di un'agenzia avviene con una  procedura ad hoc "e che il Parlamento sia pienamente coinvolto nelle  scelte", spiega La Via.       

Già lunedì scorso la commissione Envi (Ambiente e Sanità) del  Parlamento Europeo aveva approvato tre emendamenti di compromesso, nei quali si pongono, tra l'altro, condizioni ad Amsterdam: la sede  temporanea, lo Spark Building nella zona di Sloterdijk, dovrebbe  essere pronta per l'Ema entro il primo gennaio 2019; la sede  definitiva, il Vivaldi Building nella zona del Zuidas, dovrebbe essere pronta per l'Ema al massimo entro il 15 novembre 2019, in modo che  l'agenzia ci si possa trasferire il giorno dopo.       

Commissione e autorità olandesi dovranno inoltre presentare un  rapporto scritto al Parlamento e al Consiglio sul progresso dei lavori nelle sedi ogni tre mesi, finché l'Ema non si sarà trasferita nel  Vivaldi Building. Viene anche denunciata la dichiarazione congiunta  del 2012, in forza della quale il Parlamento Europeo aveva delegato le decisioni in merito alle agenzie al Consiglio. Il Parlamento chiede di essere coinvolto in futuro in decisioni di questo tipo.

Il lato più delicato è quello istituzionale, anche  perché sono in gioco le decisioni sulle future agenzie, come l'Agenzia Europea del Lavoro annunciata martedì scorso dalla Commissione. Il  Parlamento Europeo punta ad essere pienamente coinvolto in futuro  nelle decisioni su queste materie. Riguardo alle due sedi, quella  provvisoria e quella definitiva, previste per l'agenzia ad Amsterdam,  lo Spark Building "non è lontana dal poter essere pienamente  funzionante per l'Ema", ricorda La Via. In sostanza, mancano le pareti divisorie interne e poco altro. Più impegnativo è il Vivaldi Building, la sede definitiva, della quale ancora non è stata posta la prima  pietra.       

In realtà pare che non verrà esattamente posta una prima pietra, ma si comincerà a scavare un buco, per raggiungere lo strato di roccia, su  cui dovrà poggiare l'edificio. Va tenuto presente che nei Paesi Bassi, terra strappata al mare, "hanno una certa esperienza" nel costruire in zone umide, osserva La Via. Se per caso la Dura Vermeer di Rotterdam,  la ditta scelta dal governo olandese per costruire il palazzo, non  dovesse riuscire a rispettare i tempi previsti, spiega l'eurodeputato, "l'Ema ci chiederà di intervenire. Se dovessimo avere un report in cui ci si dice che la business continuity viene messa in discussione,  allora si riaprirebbe" la scelta della sede, aggiunge La Via.  Tuttavia, per ora si tratta di uno scenario ipotetico ed è altrettanto chiaro che, se si dovesse riaprire" la decisione sull'assegnazione  della sede, "si riapre per tutti", non solo per Milano.  

 

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