"Bene ci siamo. Su  http://www.siamoeuropei.it trovate il Manifesto per la costituzione  del fronte lanciato insieme a 100 esponenti della politica locale e  della società civile. Ora si tratta di aderire e far aderire.  Partiamo. L'Italia è l'Europa sono più forti di chi le vuole deboli".  Lo scrive Carlo Calenda su Twitter, rilanciando il 'Manifesto per la  costituzione di una lista unica delle forze politiche e civiche  europeiste alle elezioni europee' mentre sul Internet vengono  pubblicate le firme dei primi sostenitori.       

Tra le ultime adesioni quella di Maurizio Martina ("ci sono!") e  quella di Paolo Gentiloni: "Democratici e europeisti. L'appello per  una lista unitaria promosso da @CarloCalenda indica una strada giusta  per fermare il nazional populismo. Proviamoci #siamoeuropei", ha  scritto su Twitter l'ex premier.       

Tra le firme in calce al manifesto (politici, intellettuali,  imprenditori, sindaci, esponenti del mondo della cultura,  dell'Università, del lavoro, dell'associazionismo) c'è quella delle  promotrici di 'Roma dice basta' Francesca Barzini e Tatiana Campioni,  Alberto Bombassei, Stefano Bonaccini, Sergio Chiamparino, Claudio De  Vincenti, Carlo Feltrinelli, Giorgio Gori, Beppe Sala, Dario Nardella, Giuseppe Falcomatà, Andrea Illy, la fondatrice di 'Se non ora quando'  Francesca Izzo, Edoardo Nesi, Giuliano Pisapia, Beppe Vacca. 

- "Grazie! 30.000 adesioni  su  http://www.siamoeuropei.it". Carlo Calenda, in un video postato su  Twitter, fa il punto sul lancio del suo manifesto per una lista  unitaria del fronte europeista alle prossime elezioni europee.  "Abbiamo fatto un lavoro straordinario", spiega l'ex ministro.       

Il manifesto, prosegue, vuole coinvolgere "l'Italia che fatica,  studia, lavora, acquisisce competenza, produce. Questa Italia la  dobbiamo mobilitare adesso non a fine marzo o aprile, dobbiamo  costruire un meccanismo di partecipazione per cui questa Italia si  senta rappresentata e non può farlo un solo partito".        Calenda si dice "molto contento" della reazione del Pd ("si è  dimostrato compatto e unito") e lancia un appuntamento: "Dobbiamo  costruire una grande mobilitazione che arrivi al 21 marzo, quando  Prodi ha proposto la grande giornata per l'Europa".    

"Dobbiamo capire che le prossime elezioni  europee sono come le elezioni del dopoguerra, cioè decidiamo se stare  insieme ai grandi paesi fondatori dell'Europa, o stare con l'Ungheria  o la Russia come vuole Salvini, o finire con il Venezuela dove ci  portano i 5 Stelle". Lo ha detto Carlo Calenda, spiegando al GrRai, le ragioni che lo hanno spinto a promuovere un manifesto unitario per le  elezioni europee.       

"Noi - ha aggiunto - dobbiamo rimanere saldamente in Europa, con una  lista unica delle forze europeiste, con una proposta per rinnovare  l'Europa. L'importante è che ci siano persone nuove e una grande  mobilitazione civile, perché quello che c'è oggi in termini di partiti europeisti non basta".       

Nel Pd il manifesto ha avuto l'effetto di ricompattare il partito. Si  è ritrovata l'unità? "Io spero di sì - ha concluso l'ex ministro -  perché non basta l'unità del Pd, bisogna andare ben oltre il Pd. E  questo vuol dire appunto una larga mobilitazione, però già il fatto  che il Pd si ritrova intorno a un documento è una cosa molto  importante".  

CONDIVIDI