Non c'è pace dentro Forza Italia. La  candidatura alle europee di Silvio Berlusconi e le voci sempre più  insistenti di un gruppo parlamentare autonomo dei 'totiani' pro Lega,  avrebbero dato la stura a tutti quei malumori mai sopiti all'interno  del corpaccione di un partito sempre più preoccupato dal futuro in  vista delle europee e a rischio salvinizzazione secondo la 'vecchia  guardia'. Ad agitare le acque, stavolta, l'ultimo sondaggio di Nando  Pagnoncelli pubblicato stamane sul 'Corsera', che dà Fi al 7 per cento e il Carroccio in volata, ben oltre il 35%. Il malcontento azzurro, a quanto si  apprende, che di fatto ripropone la guerra sotterranea tra filoleghisti e ortodossi berlusconiani, si sarebbe spostato sulla chat riservata dei deputati. Nel mirino la linea del partito e anche la  gestione del gruppo della Camera.       

Ad accendere le polveri via chat sarebbero bastate le parole del  coordinatore regionale dell'Emilia Romagna, Galeazzo Bignami, secondo  il quale, raccontano, i sondaggi vanno sempre soppesati con cautela,  ma se anche dopo il varo della manovra economica Fi viene data in  discesa mentre altre forze crescono, vuol dire che bisogna aprire una  riflessione interna sulla linea politica.       

La richiesta di confronto infiamma il dibattito, in poche ore  replicano in tanti. C'è chi si schiera con Bignami, c'è chi invece,  forte dell'ultimo sondaggio di Tecnè che stima Fi in aumento, dal 10,8 al 12%, invita alla calma e ad evitare polemiche, perché così si fa  solo il gioco di chi ci vuole male e si avvantaggia la Lega. I  fedelissimi di Giovanni Toti ne approfittano per rilanciare la  necessità di un vero rinnovamento. Alla fine intervene Maria Stella  Gelmini, per gettare acqua sul fuoco, chiedendo a tutti la massima  unità attorno al leader Berlusconi.        

- Per Alessandro Sorte, giovane totiano doc, minimizzare le parole di Bignami sarebbe un errore. Anche Davide  Bendinelli, coordinatore regionale del Veneto, avrebbe sottolineato  l'urgenza di un confronto serio nel gruppo, perché si fa finta di  andare tutti dalla stessa parte ma c'è chi rema contro. Mauro D'Attis, coordinatore regionale della Puglia, avrebbe messo in guardia dal  rischio balcanizzazione di Fi e, una volta precisato di non  condividere lo schema di Toti, avrebbe invitato i 'totiani' a  schierarsi una volta per tutte e a dire se intendono stare di qua o di là, perché a maggio ci sono solo due alternative: votare Ppe o non  votarlo.        

Andrea Orsini avrebbe provato a calmare gli animi, assicurando che i  sondaggi nel complesso danno segnali di una lieve ripresa e per  questo, la linea del partito non va cambiata. Non ci sarebbero  alternative, insomma, per Orsini, perchè non si può accentuare il  conflitto con la Lega, né attenuarlo.       

A questo punto, raccontano, sarebbe intervenuta Maria StellaGelmini,  per rasserenare gli animi. La presidente dei deputati di Fi avrebbe  definito legittime tutte le preoccupazioni e invocato la compattezza  del gruppo, chiedendo la massima unità a sostegno della candidatura di Berlusconi alle europee. Va bene discutere all'interno, ma, avrebbe  sottolineato Gelmini, bisogna evitare fuori ogni tentativo di voler  accreditare Fi come divisa e a rischio scissioni.       

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