Il governo giallo verde ha presentato a  Montecitorio una parte delle sue proposte di modifica alla manovra: si tratta di 56 emendamenti alla legge di bilancio. L'Ufficio di  presidenza della commissione Bilancio della Camera, raccontano fonti  parlamentari, ha deciso di rinviare l'inizio dei suoi lavori alle  18.30, mentre in un primo momento l'esame era previsto alle 14. La  Commissione valuterà i subemendamenti a quelli governativi, poi il  dibattito proseguirà in notturna sugli accantonati. Domani mattina, la commissione è convocata per le 10, riprenderà il confronto:  l'obiettivo è arrivare in Aula mercoledì per la discussione generale. 

- Tregua commerciale tra Cina e Usa.  Nel corso della cena al termine dei lavori del G20 a Buenos Aires, il  presidente americano Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping  hanno raggiunto l'accordo per una tregua sui dazi che durerà 90 giorni a partire dal 1° gennaio prossimo, secondo quanto riferisce il  'Washington Post'. Trump ha accettato di annullare gli aumenti  tariffari previsti, che su 200 miliardi di merci esportate dal Paese  asiatico verso gli Stati Uniti, dal 10% sarebbero dovuti salire al  25%. In cambio Xi si è impegnato ad acquistare una quantità, che la  Casa Bianca ha definito "molto consistente", di prodotti agricoli,  energia e beni industriali dagli Usa.

La tregua servirà a riavviare i colloqui tra Stati Uniti e Cina volti a risolvere una disputa commerciale che sta danneggiando  l'economia globale, preoccupando alcuni degli alleati repubblicani di  Trump e sta snervando gli investitori. Secondo quanto riferisce il  'Washington Post', Trump e Xi hanno concordato di "iniziare  immediatamente" i colloqui sulle politiche industriali cinesi,  comprese le licenze coercitive della tecnologia degli Stati Uniti, il  furto di segreti commerciali e le barriere commerciali non tariffarie.       

"Questo è stato un incontro straordinario e produttivo con possibilità illimitate sia per gli Stati Uniti che per la Cina", ha detto Trump in una dichiarazione rilasciata a bordo dell'Air Force One durante il  volo di ritorno a Washington. "È un grande onore lavorare con il  presidente Xi", ha aggiunto Trump, parlando con un certo ottimismo. Ma se, nel corso della tregua di 90 giorni, le trattative non dovessero  andare a buon fine, il presidente Usa ha ribadito che procederà con il suo precedente piano - che sarebbe dovuto entrare in vigore il 1°  gennaio 2019 - di aumentare le tariffe sui 200 miliardi di dollari dei prodotti cinesi importati negli Usa, facendole salire al 25%  dall'attuale 10%.       

Il presidente, secondo quanto riferisce il 'Washington Post', avrebbe  anche minacciato di estendere i dazi a tutte le importazioni  statunitensi dalla Cina, relative ad altri 267 miliardi di dollari di  beni. Una 'minaccia', però, della quale non si fa menzione nel  resoconto dei colloqui tra i due leader diffuso dalla Casa Bianca. 

"La crisi della soia americana è una delle  ragioni che ha spinto il raggiungimento dell'intesa tra Usa e Cina  dopo una guerra commerciale che ha sconvolto produzione, scambi e  quotazioni a livello globale". Così la Coldiretti commentando  l'accordo raggiunto dal presidente Usa Donald Trump a Buenos Aires con il suo omologo cinese Xi Jinping che impegna la Cina a comprare  immediatamente prodotti agricoli statunitensi.       

La soia, sottolinea la Coldiretti, "è uno dei prodotti agricoli più  coltivati nel mondo, largamente usato per l'alimentazione degli  animali da allevamento, con gli Stati Uniti che si contendono con il  Brasile il primato globale nei raccolti seguiti, sul podio,  dall'Argentina per un totale dell'80% dei raccolti mondiali".       

La Cina, continua la Coldiretti, "è la più grande consumatrice di soia che è costretta ad importare per utilizzarla nell'alimentazione del  bestiame in forte espansione con i consumi di carne. I dazi decisi dal gigante asiatico come ritorsione alle misure protezionistiche  statunitensi hanno sconvolto i normali flussi commerciali riducendo le spedizioni dagli Stati Uniti. Il risultato - precisa la Coldiretti - è stato l'accumulo di soia invenduta nei silos dei grandi produttori del Midwest, e il crollo delle quotazioni che ha messo in ginocchio gli  agricoltori statunitensi nonostante la ricerca di nuovi acquirenti". 

- L'Ue, per esempio, riferisce la Coldiretti, "ha  aumentato del 133% le importazioni di soia statunitense da luglio a  settembre 2018 arrivando a 1,47 milioni di tonnellate di soia dopo la  tregua sancita dall'incontro tra il presidente della Commissione Ue  Jean-Claude Juncker e Trump".       

Ora l'intesa raggiunta, aggiunge, "è destinata a modificare di nuovo  in futuro la domanda mondiale di soia sul quale c'è molta incertezza  come dimostra la grande volatilità del Chicago Board of Trade il punto di riferimento per il mercato dei prodotti agricoli con molta attesa  per le reazioni alla riapertura".       

Una reazioni che riguarda direttamente l'Italia che, conclude la  Coldiretti, "è il primo produttore europeo di soia con circa il 50%  della soia coltivata ma che e comunque deficitaria e deve importare  dall'estero".  

 

 

 

 

 

 

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