Il Movimento Cinque Stelle e la Lega hanno una grande "opportunità" davanti a sé, non quella di formare "semplicemente un nuovo governo", bensì quella di preparare un piano di "lungo termine" per trasformare l'economia delle comunità locali, dando "più potere" al popolo e facendo così dell'Italia, che ha una "creatività pro capite straordinaria", il "faro" della trasformazione dell'Ue, per entrare nella nuova fase del "sogno europeo", in nome del principio di sussidiarietà, che è scritto nei trattati ma viene poco applicato.

Lo afferma l'economista e saggista statunitense Jeremy Rifkin, a margine del Brussels Economic Forum, nel giorno del voto di fiducia al nuovo governo.   "E' il momento per tutta Italia - afferma Rifkin - di fare un grosso respiro, di fare un passo indietro e di chiedersi: chi siamo noi come popolo? Ho passato trent'anni in Italia, sono stato in ogni comunità locale: la creatività pro capite in Italia è semplicemente straordinaria, perché c'è un'enorme diversità culturale, che è una ricchezza. Oggi ogni regione d'Italia dovrebbe sfruttare il proprio patrimonio culturale, al di là dei confini, iniziando a mostrare l'Italia come il faro della prossima fase del sogno europeo". "Ricordatevi - continua Rifkin - che sono stati gli italiani, con Altiero Spinelli, a portare l'Europa nel sogno europeo. Ora è un nuovo inizio: non penso che nessuno dica di no all'Europa. Ma è tempo di riflettere, a livello italiano ed europeo, su come passare meglio alla prossima fase del sogno europeo. E di fare le trasformazioni necessarie per rendere l'Europa più collaborativa e più forte, più adatta agli interessi delle comunità locali d'Europa: questa è la chiave".

Quello attuale, per Rifkin, è "un momento di opportunità per due partiti politici", il Movimento Cinque Stelle e la Lega, "che  hanno passato molto tempo organizzando i rispettivi elettorati, per  fare una grossa differenza. Non solamente per avere un altro governo  in carica: questa è un'opportunità, non va sprecata", prosegue.       

Secondo l'economista, "bisogna creare una roadmap economica, muovendo  verso la Terza Rivoluzione Industriale, portando l'Italia su una  strada che può essere il faro per la prossima fase, per quello che  vogliamo dappertutto, in Europa e nel mondo: più potere al popolo, più potere distribuito, in modo che le persone possano avere un maggior  diritto di parola sul loro destino economico. Questo è essenzialmente  quello che è emerso dal voto".       

In Italia, continua, c'è stato "un grande terremoto politico: ciò che  questi due partiti", il Movimento Cinque Stelle e la Lega, "hanno in  comune è che gli elettori hanno detto che il modo in cui la società è  stata governata in tutti questi anni non è più accettabile per loro.  Questo è quello che è successo davvero. Penso che ci siano delle  componenti anti-élite".  

"Penso - prosegue Rifkin - che ci sia un'opportunità,  con Lega e M5S, per una riflessione molto matura e ragionata su come  iniziare a trasformare l'economia e la governance, in modo che  rifletta il principio di trasferire più potere al popolo e alle  comunità locali. C'è un principio, nel Trattato di Roma", il principio di sussidiarietà, "che dice che il potere deve iniziare nelle comunità locali, dove le persone vivono la loro vita. Il potere deve essere  laterale, non verticale".       

"C'è una legittima constatazione - aggiunge Rifkin - che il mondo, per come è governato ora, si sta muovendo troppo verso le élite, e penso  che sia una constatazione giustificata, in tutto il mondo. E ora penso che in posti come l'Italia, ma anche in giro per il mondo, le persone  dicano 'vogliamo avere più controllo sulla nostra economia e sulle  nostre vite'. Questa è una cosa positiva. Non credo che nessuno in  Italia dirà che vuole uscire dall'Europa. Non penso che nessuno dei  due partiti dirà una cosa del genere".       

"Ma credo - dice ancorail saggista americano - che sia legittimo  pensare che ora, dopo cinquant'anni di Ue, ci sono altri cinquant'anni davanti a noi" e, quindi, sarebbe bene fare "proposte in modo che ogni livello di governance sia più in sintonia con quello che succede tra i 500 mln di persone che vivono nelle comunità locali. Credo fermamente  nel principio di sussidiarietà, che è la rivoluzione che non è ancora  accaduta".   

- "Il principio di solidarietà è nei trattati - prosegue  Rifkin - e sospetto che molte persone in Europa non sappiano neppure  che esiste. Il potere, secondo i trattati, nasce nelle comunità locali e nelle regioni. Tutto quello che dobbiamo fare è prendere sul serio"  questo principio "e sviluppare un piano per la terza rivoluzione  industriale in Italia e in Europa. E penso che vedremo un Rinascimento dello spirito: l'ho visto succedere nella Francia Settentrionale,  nella ex 'Rust Belt'" transalpina.       

"Penso che questo sia un momento pieno di potenzialità per l'Italia -  continua Rifkin - in cui abbiamo due partiti politici, che si sono  riuniti e hanno una maggioranza. Ora, entrambi dovrebbero fare un  respiro profondo, fare un passo indietro, non farsi coinvolgere nelle  turbolenze del giorno per giorno, di chi ha detto che cosa, per  iniziare invece a sviluppare un piano di transizione ben meditato, che consenta ad ogni comunità locale e ogni regione di iniziare a  trasformarsi in un'infrastruttura della terza rivoluzione  industriale".       

"Quello che ho visto -aggiunge Rifkin, che è consulente di diversi  governi a vari livelli - è che, se i governi non hanno una visione,  perdono entro pochi mesi" il bandolo della matassa "e, se anche hanno  una visione, in pochi mesi si lasciano coinvolgere nelle faccende del  giorno per giorno, quelle che fanno titolo. Spero che questi due  partiti politici, che vengono da lontano, abbiano una sufficiente  'gravitas' da iniziare a sviluppare una visione sociale ed economica.  Spero che riescano a utilizzare il tempo prezioso che hanno per  riflettere su come possono lavorare insieme, con tutte le comunità  locali italiane, per trasformare l'economia italiana".  

- Rifkin insiste sull'importanza del principio di  sussidiarietà: "Basta guardare ad uno dei principi fondanti del  Trattato di Roma - rimarca - che è la porta di accesso a come  ripensare l'Europa in questo periodo di turbolenza politica: il  principio di sussidiarietà diventerà centrale nel dibattito  sull'Europa. Dice che tutto il potere deve iniziare al livello delle  comunità locali: questo è il principio basilare della governance  europea, in teoria ma non in pratica. Ora in Europa è un momento in  cui gli elettori votano e quello che sento dire loro, al di là della  retorica, è 'dobbiamo avere un maggior diritto di parola sul nostro  destino economico nelle comunità in cui viviamo'".        "Questo - continua Rifkin - non preclude la globalizzazione, ma  diventa glocalizzazione. Ogni comunità locale, grazie alle tecnologie, può impegnarsi con regioni in tutto il mondo e cercare nuove  opportunità economiche: non è teoria, ma pratica, sta già succedendo.  Quello di cui abbiamo bisogno ora è una visione di governo che sia  commisurata alla piattaforma trasparente e digitale laterale che  stiamo creando: e quella visione è il principio di sussidiarietà. Che  non preclude l'esistenza degli Stati nazione, né dell'Ue, ma significa che tutto il potere decisionale deve partire dai luoghi in cui le  persone vivono e lavorano".       

Secondo Rifkin, insomma, Lega e Movimento Cinque Stelle, "che hanno  passato molto tempo organizzando i loro elettorati", hanno ora  l'opportunità di "fare una grossa differenza. Non solamente per avere  un altro governo in carica: questa è un'opportunità, non va sprecata.  Bisogna creare una roadmap economica, muovendo verso la Terza  Rivoluzione Industriale, portando l'Italia su una strada che può  essere il faro per la prossima fase, per quello che vogliamo  dappertutto, in Europa e nel mondo: più potere al popolo, più potere  distribuito, in modo che - conclude - le persone possano avere un  maggior diritto di parola sul loro destino economico".       

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