''In Italia l'orario annuo di lavoro è  1.725 ore contro le 1.371 della Germania. L'equilibrio  intergenerazionale è in pericolo o si è già rotto? Quel che è certo è  che risulta minacciato da tendenze demografiche come la denatalità,  l'invecchiamento della popolazione e carenze economiche e  istituzionali''. Ad affermarlo è il presidente del Cnel, Tiziano Treu, intervenendo al 64° convegno di studi amministrativi, che si conclude  oggi a Varenna, sul tema 'Protezione sociale ed equilibrio  intergenerazionale'. A contribuire al fenomeno, secondo il presidente, ci sono anche ''forti debolezze nell'istruzione e gli squilibri  nell'occupazione come l'inattività e i lavori precari, oltre a bassi  salari e bassa mobilità''.        '

'La popolazione attiva al 2050 sarà di -23% per l'Italia e la  Germania mentre aumenterà dell'1% per la Francia'', sostiene Treu.  ''Ci sono diversi indicatori che dovrebbero spingere il nostro Paese e cercare delle condizioni generali per il riequilibrio ed in  particolare un quadro politico istituzionale stabile, una crescita  sostenibile e politiche economiche e sociali inclusive. E' urgente  individuare misure durevoli e coerenti per cercare un nuovo equilibrio intergenerazionale'', aggiunge.      

  Secondo il presidente del Cnel è importante prevedere ''interventi di  protezione sociale come il salario minimo, il welfare universale e il  reddito minimo ma allo stesso tempo anche interventi di promozione  come proposte di conto personale di attività (sul modello della  Francia) come il sostegno pubblico e l'integrazione volontaria, un  fondo di garanzia per l'accesso al credito e l'avvio del lavoro  autonomo e una politica per sostenere gli affitti''.