"Parlare di alleanze è prematuro, ma non  mi sembra che con i Cinquestelle ci sia un terreno comune. La linea  che tra loro prevale non è compatibile con i valori della sinistra. Si sono espressi contro i sindacati, hanno partecipato alla campagna  contro le Ong, non hanno voluto votare la riforma della cittadinanza  al Senato e hanno un atteggiamento sempre volto a delegittimare le  istituzioni". Lo afferma la presidente della Camera Laura Boldrini, in un'intervista al 'Corriere della sera', dopo la sua discesa in campo  con Liberi e uguali.       

Quanto al rapporto con il Pd dopo le elezioni, Boldrini, che afferma  di aver votato no al referendum, non chiude del tutto la porta: "Se ci fosse quella discontinuità chiara che non si è vista finora, nulla si  può escludere. Ma è prematuro parlare di alleanze senza aver visto  l'esito delle elezioni". Con Gentiloni sarebbe più facile il dialogo? 

"Non è una questione di persone -assicura- ma di scelte politiche. In  questa legge di bilancio, ad esempio, ci sono stati degli emendamenti, anche di deputati dem, che correggevano in parte il jobs act, eppure  non si è vista alcuna apertura. Vuol dire che la rotta è quella e non  cambia".       

Boldrini nega che quello con Grasso sia un ticket in Leu: "Il leader  -dice- c'è già ed è Pietro Grasso e non mi risulta si sia discusso di  alcun ticket. Ma l'importante è che sia una lista di figure maschili e femminili, una forza inclusiva, aperta, di governo e innovativa. Una  prospettiva nuova per gli elettori progressisti tentati  dall'astensionismo".    

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