"Io ho sempre detto che parlo a tutte le  forze politiche, nessuna esclusa". Il leader di M5S, Luigi Di Maio,  spiega che non è solo al Pd che guarda per  possibili intese in vista del governo, sottolineando come sia una cosa che "scrivono i giornali". Per il leader Cinque Stelle il ritorno alle urne, in caso di stallo, vedrebbe i partiti pagare "cara la loro  irresponsabilità, noi non avremmo nulla da perdere".      

  Di Maio accelera: "Vogliamo agire da subito. Entro il 10 aprile deve  essere presentato il Def, il Documento di economia e finanza, che  definisce le scelte di politica economica dei prossimi anni e che  dovrà essere approvato a maggioranza assoluta dal Parlamento. Sarà  l'occasione per trovare le convergenze sui temi con le altre forze  politiche".       

 Ieri Di Maio è salito al Colle e per una mattina ha respirato  l'aria del Quirinale, ma solo per partecipare alle celebrazioni della  Giornata internazionale delle donne nelle vesti di vicepresidente  della Camera, seduto in prima fila tra la ministra Valeria Fedeli ed  Emanuela Mauro, moglie del premier Gentiloni. Poi ha passato il pomeriggio  con i suoi fedelissimi, chiuso nel quartier generale di via Piemonte  32, per definire la strategia da adottare nei prossimi giorni e per  preparare l'incontro di oggi con i neo-eletti. Luigi Di Maio è  attento a non scoprire le sue carte. Sa che qualsiasi passo falso  potrebbe compromettere la sua corsa verso Palazzo Chigi.      

Il monito del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha  rivolto ai partiti un richiamo al senso di responsabilità per uscire  dallo stallo post-elettorale, viene accolto con favore dal M5S, che  rivendica la propria coerenza. "Questo senso di responsabilità -  sottolinea Danilo Toninelli, in pole per ricoprire il ruolo di  capogruppo al Senato - noi lo portiamo avanti dalla campagna  elettorale. Vogliamo che inizi la terza Repubblica dei cittadini e un  governo di cambiamento. Diciamo no al caos e all'instabilità creata da una legge elettorale votata dai vecchi partiti". Assieme a Di Maio ci  sono gli 'sherpa' Emilio Carelli e Gianluigi Paragone, i giornalisti  candidati ed eletti tra le file del Movimento. Oltre ai pretoriani  Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro, componenti della potenziale  squadra di governo, Alessandro Di Battista e Manlio Di Stefano, Laura  Castelli e Vincenzo Spadafora, braccio destro di Di Maio.       

Al comitato spuntano anche la parlamentare Vilma Moronese e l'ex Iena  Dino Giarrusso, che alle elezioni ha perso la sfida col radicale  Riccardo Magi nell'uninominale.Oggi all'Hotel Parco dei Principi è  prevista la maxi adunata degli oltre 300 neo-eletti. All'incontro  parteciperà, oltre al leader M5S Luigi Di Maio, anche Davide  Casaleggio. Sarà l'occasione per lo staff comunicazione del Movimento  per conoscere e iniziare a 'formare' i nuovi arrivati. E una delle  prime novità per il Movimento all'alba della nuova legislatura  riguarda proprio i vertici della comunicazione, con Rocco Casalino e  Ilaria Loquenzi pronti a scambiarsi i ruoli. Il primo si trasferirà  con il suo staff dal Senato alla Camera, la seconda prenderà le redini della comunicazione a Palazzo Madama.      

 

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