Media di nuovo nel mirino dei Cinque  Stelle, accusati di delegittimare il Movimento. Con la promessa del  partito di Di Maio di interventi legislativi "contro il conflitto di  interessi degli editori e garantendo l'equo compenso a tutti i  giornalisti". "La strategia messa in atto da quelle lobby, famiglie di grossi prenditori e banchieri, una volta perso il controllo sul potere legislativo ed esecutivo, si è orientata esclusivamente all'uso  brutale dell'unico potere che gli è rimasto in mano, il quarto, quello mediatico. E la strategia ha un nome: delegittimazione", attaccano i  Cinque Stelle, in un lunfo psot pubblicato sul blog delle stelle, dal  titolo 'Il quarto potere vuole delegittimare il MoVimento 5 Stelle -  #iononcicasco'.      

  Da quando siamo al governo "la strategia del quarto potere, quello  mediatico, ha scalato di livello". "Abbiamo visto i rappresentanti del potere mediatico, in questi giorni, in televisione, giustificare il  loro accanimento nei nostri confronti dicendo 'voi siete il potere,  per quello vi massacriamo'.       

La delegittimazione ha colpito "i nostri sindaci: due anni di fango  contro Virginia Raggi. Colpisce i nostri parlamentari: ultimo arriva  l'articolo sessista sull'Espresso contro Lucia Azzolina. Colpisce i  nostri ministri e sottosegretari: video tagliati ad hoc, foto rubate,  piccole gaffe o lapsus ingigantiti ad arte e sbattuti in prima  pagina". 

"Colpiscono anche Luigi Di Maio in questi giorni,  essendo immacolato usano i parenti sbattendo in prima pagina suo padre per storie di 10 anni fa - si legge ancora - . E attenzione non è che  Luigi sia sotto accusa per aver aiutato il babbo mentre era ministro,  come è stato per Renzi (il cui babbo aveva incontrato mezza Consip  mentre lui era premier) e Boschi (perché non querela De Bortoli che ha raccontato del suo incontro con l'ad di Unicredit per conto del  padre?),ma per un vincolo di sangue".       

"Ma i titoli sono confusi, ammiccano a qualcosa che non c'è e non  esiste, sono fabbricati ad arte con un unico fine: la delegittimazione totale del MoVimento 5 Stelle. La risposta di Luigi è stata la massima trasparenza che ha spazzato via le menzogne e le falsità delle ultime  ore", scrivono sempre sulla vicenda del padre di Di Maio.       

"La nostra battaglia continua. E per la libertà di stampa interverremo con la legge contro il conflitto di interessi degli editori e  garantendo l'equo compenso a tutti i giornalisti", conclude il post.

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