"E' una riforma di giustizia sociale: le  risorse che si risparmieranno con i tagli potranno essere restituite  alla collettività in servizi utili per le persone". Ad affermarlo sul  suo profilo Facebook è il ministro della Pa Marianna Madia a proposito della riduzione delle società partecipate pubbliche in base alla  riforma della Pa, commentando i dati diffusi dal Mef sulla  ricognizione straordinaria delle partecipazioni delle pubbliche  amministrazioni.       

"Per la prima volta, dopo anni di dibattiti e promesse elettorali,  abbiamo messo in moto un processo reale di riduzione delle società  pubbliche - sostiene - questa riforma, avviata durante i #millegiorni  del Governo Renzi, parte da un principio: l'attività di impresa da  parte delle amministrazioni può essere consentita solo nella misura in cui sia effettivamente utile a soddisfare gli interessi e i bisogni  dei cittadini. Da pochi giorni - spiega Madia - è scaduto il termine  per la presentazione dei piani e dal primo monitoraggio effettuato, al momento solo sulle partecipazioni dirette, emergono dati assolutamente positivi: 1 società su 3 sarà dismessa".       

"Questa volta, a differenza di molti tentativi passati, - prosegue -  abbiamo previsto meccanismi sia di verifica sia sanzionatori per  assicurare il taglio delle società che devono chiudere; questi  meccanismi eviteranno anche che in futuro nascano nuove società  inutili. Oltre alla riduzione del numero di società, la riforma  contiene altre norme importanti sotto il profilo della riduzione dei  costi, tra cui: il divieto di buonuscite; il divieto di distribuire  bonus per chi amministra società in perdita; il divieto di  moltiplicare cariche come ad esempio le vice presidenze". 

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