Foto su twitter della segreteria riunita  al Nazareno. Il reggente Maurizio Martina rinnova pratiche 'old style' rispetto alla gestione renziana. Nelle pratiche e pure nelle parole:  vedi il post di oggi sui ragazzi che si fanno centinaia di chilometri  in pullman per tentare un concorso. "Ripartiamo da qui. Dalle speranze e dalle fatiche di questi ragazzi. Con umiltà". Insomma, una certa  'discontinuità' che viene riconosciuta dalle minoranze che parlano di  una gestione più "inclusiva".       

Dall'area Orlando dicono che il reggente starebbe rispettando  l'impegno a una maggiore collegialità. I contatti sono frequenti e il  dialogo aperto. Un tratto con cui Martina intende portare i dem fino  all'assemblea nazionale di metà aprile ("se le consultazioni saranno  finite", si spiega) e, chissà, forse anche oltre. Dice Francesco  Boccia: "Chi potrebbe essere il 'traghettatore' verso il congresso?  Anche la stessa persona attualmente reggente, io ho stima di Maurizio  Martina". Nella riunione della segreteria al Nazareno "è stata  confermata la linea della Direzione", riferisce Matteo Ricci.       

"Stiamo all'opposizione, il che non vuol dire fare l'Aventino, e  proseguiamo il dialogo istituzionale per le presidenze delle Camere",  dice Ettore Rosato. Dialogo che per ora non starebbe facendo grandi  passi avanti. Oggi Martina e Lorenzo Guerini hanno visto alla Camera i capigruppo M5S: "Ci hanno parlato ancora una volta del metodo da usare per la scelta dei presidenti delle Camera, siamo d'accordo se c'è  massima condivisione. Ma non hanno avanzato alcuna proposta concreta,  nè fatto nomi. Non credo che ci rivedremo, magari ci risentiremo",  dice Martina.   

- Il dialogo sulle cariche istituzionali, presidenti a  parte, investe anche gli uffici di presidenza delle Camere con  vicepresidenti e questori che di norma vengono distribuiti anche alle  opposizioni. Oltre che ai presidenti delle commissioni di garanzia  dalla Vigilanza Rai al Copasir. Una partita che interseca con quella  dei capigruppo.       

Andrea Marcucci, per dire, in pole come presidente dei senatori dem è  noto non disdegnerebbe anche l'incarico di vicepresidente di palazzo  Madama. Mentre si parla di Rosato come vice a Montecitorio. "Voleva  fare il ministro, si dovrà accontentare...", dice un orlandiano. Anche loro, le minoranze dem, chiedono una loro rappresentanza tra i vari  ruoli che ci saranno da ricoprire. Insomma l'equilibrio della gestione Martina (e quindi il possibile prolungamento della sua segreteria dopo l'assemblea nazionale) passerà anche per gli equilibri nella  distribuzione delle caselle da riempire nei prossimi giorni.       

Intanto giovedì alle 18 si riuniranno i parlamentari Pd. In quella  sede ci sarà una prima indicazione dei futuri capigruppo e al momento  non ci sono indicazioni diverse rispetto ai nomi di Marcucci al Senato e di Guerini alla Camera.  

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