"Il 4 marzo è stata la più grande sconfitta  della nostra storia, c'è stata una rottura sentimentale. Una grande  forza deve dare una risposta, se non ne discutiamo veniamo meno a un  dovere politico e una cosa proprio non possiamo fare: mettere la  polvere sotto il tappeto". Lo ha detto Marco Minniti, alla  presentazione del suo libro.       

"Un libro divisivo? A giudicare da quello che vedo qui oggi direi  proprio di no", ha prenesso l'ex ministro indicando una sala piena  all'inverosimile e una platea piena di personalità, uomini dello Stato e Big politici.       

La rabbia e la paura sono "un tema cruciale, due sentimenti che hanno  toccato la parte più grande della popolazione italiana. E noi cosa  abbiamo fatto? Li abbiamo ascoltati gli italiani o abbiamo avuto un  approccio aristocratico?", ha chiesto Minniti.      

"La sinistra non può costruire un orizzonte riformista  se non affronta queste grandi tematiche", ma "la sinistra deve stare  anche accanto a chi prende l'autobus ogni giorno", ha proseguito l'ex  ministro.       

"Se la sinistra non fa questo viene meno alla sua funzione e abbandona il campo del rapporto con la gente e il popolo", e' il ragionamento di Minniti che ha proseguito citando, tra gli altri, D. H. Lawrence:  "Stiamo vivendo nelle ombre del domani, mai come oggi i tempi sono  complicati. La sinistra non può essere iperrealista, deve mettere in  campo sogni. La sinistra ha bisogno, come diceva Lawrence, di persone  così pericolose che siano capaci di sognare a occhi aperti".    

CONDIVIDI