Nessun confronto sull'impostazione, sui  contenuti e sulle cifre del Def e della prossima legge di Bilancio, ma l'occasione era troppo ghiotta per non rivolgere un'esortazione a  superare le forti polemiche degli ultimi giorni tra Italia e Ue e  quindi a ricercare e tenere aperto ogni canale di dialogo con  Bruxelles. Ad ascoltare il Presidente della Repubblica, Sergio  Mattarella, nella colazione che solitamente precede il Consiglio  europeo, il premier Giuseppe Conte; i suoi vice, Luigi Di Maio e  Matteo Salvini; i ministri Enzo Moavero, Alfonso Bonafede, Giovanni  Tria, Paolo Savona, Elisabetta Trenta e il sottosegretario alla  presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti.       

Messaggio recepito, visto che il premier, durante l'incontro al  Quirinale, avrebbe annunciato di voler approfittare del vertice  europeo, per spiegare agli interlocutori presenti nella capitale belga gli obiettivi che il governo italiano intende perseguire con la  prossima legge di Bilancio.       

Sul tavolo innanzi tutto i temi che giovedì 18 ottobre impegneranno i  capi di Stato e di governo: Brexit; immigrazione, con particolare  riferimento all'esigenza di rivedere il Trattato di Dublino e la  missione Sophia; unione bancaria. Questioni sulle quali è difficile  immaginare che vengano compiuti passi in avanti, anche perchè si  tratterà del penultimo vertice europeo prima delle elezioni del maggio prossimo.  

Proprio per questo emerge ancora più forte l'esigenza di trovare punti di sintesi che comunque nelle prossime settimane e nei  prossimi mesi consentano di trovare il necessario sostegno per veder  riconosciute in qualche modo le ragioni del nostro Paese. Di qui la  moral suasion del Presidente Mattarella, perchè si cerchi un approccio dialogante, evitando quindi arroccamenti e chiusure che difficilmente  portano a raggiungere risultati concreti.       

E naturalmente, a parte i temi che saranno al centro del Consiglio  europeo, a iniziare dall'immigrazione, è chiaro che il primo terreno  sul quale attuare il modus operandi auspicato dal Capo dello Stato,  sarà inevitabilmente la prossima manovra economica.       

E' ovvio che l'Italia ha tutto il diritto di far valere le proprie  ragioni, ma questo dovrà avvenire seguendo le regole e i canali  istituzionali, evitando quindi polemici botta e risposta, proprio per  poter raggiungere gli obiettivi che si prefigge il governo ed evitare  pericolosi contraccolpi sui mercati. 

- Il ministro dell'Economia, Giovanni Tria avrà quindi  modo di rispondere alla lettera inviata nei giorni scorsi dal  vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, e dal  commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, per illustrare la politica economica che intende attuare l'esecutivo.       

E, come anche annunciato durante la colazione di oggi, il presidente  del Consiglio, Giuseppe Conte, approfitterà del soggiorno a Bruxelles  della prossima settimana, per spiegare le linee della manovra agli  esponenti dell'Ue e ai colleghi degli altri governi in una serie di  incontri bilaterali.    

 

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