A 93 anni Robert Mugabe è il più anziano e longevo capo di Stato del mondo in carica e l'unico leader che lo  Zimbabwe abbia conosciuto dall'indipendenza nel 1980. Eroe della lotta contro il regime bianco segregazionista di Ian Smith succeduto al  colonialismo britannico, Mugabe si è progressivamente trasformato in  un tiranno che ha trascinato il suo Paese nel baratro di una  catastrofica crisi economica e nell'isolamento internazionale. Stati  Uniti ed Unione Europea lo considerano persona non grata.       

Nato il 21 febbraio 1924, Mugabe è stato educato dai gesuiti, ha  studiato in varie universita' africane ed ha insegnato in un liceo del Ghana, dove conobbe la prima moglie Sally Hafron. Nel 1960 ritorno' in quella che allora era la Rhodesia coloniale, diventando uno dei  protagonisti della lotta per l'indipendenza e i diritti della  maggioranza nera. Condannato nel 1964 a dieci anni di carcere, fu poi  rilasciato e riparo' in Mozambico dove divento' il capo dell'ala  paramilitare del partito Zanu (Unione del Popolo Africano dello  Zimbabwe) e poi capo dell'intera formazione politica.       

Nel 1980, Mugabe vinse le prime elezioni dopo la fine del regime  bianco di Smith e divento' primo ministro. Da allora ha sempre guidato il paese, di cui è diventato presidente nel 1987. Fra i suoi successi  vi è la creazione d un sistema d'istruzione che ha ridotto  l'analfabetismo al 10%, ma il suo governo sempre più dittatoriale e  corrotto ha progressivamente portato il paese, ricco di risorse  minerarie, alla rovina economica.      

A distruggere l'economia hanno contributo il costoso  intervento nella guerra civile nella Repubblica democratica del Congo  (1998-2002) e la disastrosa riforma agraria varata nel 2000.  Quell'anno, Mugabe fu sconfitto nel referendum sulla nuova  costituzione da lui voluta, grazie all'azione di un nuovo partito  d'opposizione guidato da Morgan Tsvangirai.       

Il presidente dello Zimbabwe reagì intensificando la persecuzione  degli avversari politici, tramite la sua milizia di veterani della  guerra di liberazione, e perseguendo l'esproprio delle piantagioni dei 4mila farmer bianchi rimasti nel paese, che detenevano il 70% delle  terre migliori. Ma l'esproprio non è andato a beneficio dei contadini  poveri come promesso, quanto ai membri del partito Zanu, spesso  incapaci di portare avanti una fattoria. E la produzione agricola che  un tempo era la principale risorsa del paese è precipitata ai minimi  storici, complici una serie di annate di siccità.       

Fra il 2008 e il 2009, mentre la zecca continuava a stampare nuova  moneta, il paese è precipitato in una spirale di iper inflazione con  il pane che costava milioni di dollari dello Zimbabwe. La crisi è  stata tamponata usando il dollaro americano come valuta. Ma il paese  non si è mai risollevato e in tanti sono emigrati nei paesi vicini. Il tasso di disoccupazione è attorno al 90%, l'80% della popolazione vive sotto la soglia di povertà. La speranza di vita, a causa anche della  diffusa piaga dell'Aids, è di 54 anni per gli uomini e 53 per le  donne.     

Isolato in Occidente, dove può recarsi solo in Vaticano  e nelle sedi dell'Onu, Mugabe è stato tuttavia presidente dell'Unione  Africana nel 2015. Di recente, l'Organizzazione mondiale della Sanità  (Oms) è stata costretta da una valanga di critiche e proteste a  ritirare la sua nomina ad ambasciatore di buona volontà.        

Sempre più paranoico, Mugabe addebita la crisi ad un complotto  dell'occidente e considera i suoi critici, all'interno come  all'esterno del suo partito Zanu, come "sabotatori e traditori". Negli ultimi anni le sue lussuose feste di compleanno, con migliaia di  invitati e portate a base di animali in via di estinzione, dove non  mancano spoglie di leoni uccisi, hanno fatto scandalo in un paese al  limite del sussistenza. E hanno contribuito ad alimentare l'antipatia  per la seconda moglie Grace, di 41 anni più giovane, che Mugabe  vorrebbe come suo successore.             

 

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