- Di questi tempi anche una regione persa ma senza tracolli elettorali, va bene al Pd. Il centrosinistra con  Giovanni Legnini arriva al 30 per cento in Abruzzo. "Qualche mese fa i pronostici erano tutti senza appello e invece...", sottolinea Marina  Sereni. E invece una coalizione, in cui i dem si sono presentati quasi 'nascosti' in mezzo a diverse liste civiche, non ha deluso. Il modello Legnini ha funzionato, si è fermata "l'emorragia verso i 5 Stelle" e  comincia a tornare a casa qualcosa, una piccola parte di 'pentiti'  M5S, secondo l'analisi dell'Istituto Cattaneo.       

Un vestito che calza a pennello su chi ha fatto della ricostruzione di un nuovo centrosinistra, del recupero della politica delle alleanze  uno dei cavalli di battaglia della battaglia congressuale e dei segni  di discontinuità dal renzismo. Nicola Zingaretti, innanzitutto. Ma  anche Maurizio Martina di buon mattino twitta: "Grazie a Giovanni  Legnini e al Pd per l'impegno straordinario in Abruzzo. Siamo l'unica  alternativa alla destra. La propaganda 5Stelle sbatte contro la  realtà. Un nuovo centrosinistra aperto al civismo è la strada da  percorrere per tornare a vincere".       

"E' la strada giusta", dice Zingaretti che, da segretario in pectore,  mette subito sul tavolo il caso Basilicata dove si voterà insieme alle europee a maggio e sarà 'cosa' del nuovo leader dem. Il governatore  del Lazio lancia un appello all'unità del centrosinistra, allo stato  diviso tra 3 candidati. Roberto Speranza di Mdp commenta: "Parole di  buon senso". Ma l'ala 'ultrarenziana' che sta con Roberto Giachetti si smarca. Dice Ivan Scalfarotto, animatore tra l'altro dei Comitati  Ritorno al Futuro lanciati da Matteo Renzi all'ultima Leopolda: "No a  Unioni bis".  

Nel voto in Abruzzo, con "il declino grillino", Paolo  Gentiloni vede riaprirsi lo scenario di un nuovo bipolarismo e quindi  la necessità di lavorare a un centrosinistra competitivo che "non si  accontenti del secondo posto". Osserva l'ex-premier: "Il tripolarismo  non è finito, ma il declino grillino riporta in primo piano  l'alternativa tra centrodestra e centrosinistra".       

Con "Pd e centrosinistra, ancora in piena convalescenza" ma che "hanno almeno più chiaro il traguardo. Serve rimettere in sesto il Pd:  congresso e segretario eletto con primarie affollate. E serve fare del Pd il pilastro di una coalizione, oppure, nel caso delle europee dove  non si corre con le coalizioni, di una lista la più vasta possibile.  Idee chiare sul lavoro, l'ambiente, la sicurezza e l'Europa serviranno più che mai se vogliamo un centrosinistra capace di non accontentarsi  del secondo posto".       

E Carlo Calenda guarda al voto in Abruzzo per portare acqua al suo  progetto di fronte europeista: "Legnini ha fatto un grande lavoro. E  se posso dire dimostra che ci vuole un fronte che vada oltre il Pd.  Perché un risultato così alle europee cambierebbe radicalmente e  positivamente lo scenario politico italiano. Avanti. #SiamoEuropei".       

"Dall'Abruzzo viene un'indicazione che la strada è  ancora lunga ovviamente, ma è la strada giusta", dice Zingaretti. E'  anche la linea di Martina. Tace sul punto il terzo candidato alle  primarie, Giachetti. Ma tra i suoi sostenitori l'umore è questo:  "Penso precisamente il contrario di quanto dicono Martina e  Zingaretti", dice Scalfarotto.        "Abbiamo perso l'Abruzzo e il Pd non esce dalla sua crisi cercando  alleanze con pezzi di ceto politico fuori di sé ma lo fa solo se  rafforza la propria proposta politica in modo da parlare a quanti più  elettori possibile. Questa è la scommessa: rafforzare la propria  vocazione maggioritaria e non chiudersi in una ridotta identitaria  aggregando poi gruppi e gruppuscoli soltanto in un'ottica di  contrapposizione a qualcosa o a qualcuno".       

"Ci abbiamo già provato in passato e, anche quando è andata bene come  nel 2006, ci siamo dovuti arrendere al fatto che l'aritmetica può  servire a vincere - quando va molto bene - ma certamente non serve a  governare". Ma Zingaretti si muove su un'altro orizzonte e il suo  appello all'unità del centrosinistra alle regionali in Basilicata  trova sponde. Dice Speranza da Mdp: "Mi sembrano affermazioni di buon  senso che spero non cadano nel vuoto". Sulla stessa lunghezza d'onda  Laura Boldrini. Col voto in Abruzzo "il centrosinistra riprende quota  grazie alla candidatura autorevole di Legnini e a una coalizione  larga, unita e civica. Questa la strada da seguire per riaffermare i  valori progressisti in Italia e in Europa", avverte l'ex presidente  della Camera.

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