L'hanno ribattezzata 'operazione centro'.  Lo scouting di Forza Italia, soprattutto tra gli alfaniani e i  fittiani, è iniziato da tempo. L'obiettivo è rafforzare (al centro  appunto) e rilanciare sul territorio Forza Italia in vista delle  politiche. Silvio Berlusconi, raccontano, avrebbe dato mandato ai suoi di fare 'campagna acquisti' tra i centristi per dare una connotazione  sempre più moderata alla futura coalizione di centrodestra.       

Il ritorno in azzurro di Rocco Palese, deputato di punta di Dit (la  formazione politica guidata da Raffaele Fitto) con il compito di  occuparsi di un nuovo progetto per il Sud, rientrerebbe in questa  strategia. Nello stesso tempo, il Cav punta a rafforzarsi al Centro e  nel Meridione, ai danni dei grillini, rosicchiando consensi alla Lega  e limitandone la potenza di fuoco al Nord.        Qualcuno parla di Opa lanciata su Ap di Angelino Alfano e sugli ex  pidiellini, specialmente di centro (sono avanti i contatti con Andrea  Causin). Dentro Fi, invece, parlano semplicemente di "ritorno alla  casa madre di chi ormai non si riconosce più nei valori e nei  programmi degli altri partiti''. Allergico ai listoni, il Cav  preferisce tenersi le mani libere e resta fortemente tentato dalla  corsa solitaria alle prossime elezioni nazionali per poi allearsi solo in un secondo momento con il Carroccio di Matteo Salvini.       

- In attesa della nuova legge elettorale,  l'ex premier si concentra sul suo partito e prova ad allargare il più  possibile il perimetro al centro, muovendosi a 360 gradi e facendo  leva sullo scontento e la paura di non essere ricandidati che  attanaglia tanti parlamentari ex azzurri. Oggi, a palazzo Grazioli,  l'ex premier ha in agenda colloqui con alcuni parlamentari che  starebbero valutando un trasloco in Fi. Tra gli 'attenzionati' ci  sarebbe l'esponente di Ap Causin, che secondo alcune indiscrezioni  questo pomeriggio dovrebbe essere ricevuto da Berlusconi.       

Particolarmente attivi nell'attività di scouting, raccontano,  sarebbero i capigruppo forzisti Paolo Romani e Renato Brunetta e  Simone Furlan, membro dell'ufficio di presidenza di Fi. Berlusconi,  riferiscono, sceglierà in prima persona i futuri candidati e da mesi  lavora alle liste, che saranno composte un terzo dagli attuali  parlamentari, un terzo dai giovani e dagli amministratori più capaci e popolari, un terzo da chi non ha mai fatto politica e appartiene alla  società civile, al mondo delle professioni e dell'impresa.      

  I criteri di selezione non sono cambiati, si ispirano a un mix di  esperienza ed energie più giovani. Serve un pò di rinnovamento, un pò  di società civile, un nuovo programma (l'Alberto della libertà'),  senza rottamare i seniores, è l'input che arriva da Arcore. Berlusconi punterebbe a candidati di peso, che portano in dote consensi,  spendibili soprattutto sul territorio. Vari parlamentari, riferiscono, stanno bussando alle porte di palazzo Grazioli, preoccupati dal futuro incerto e da una ricandidatura traballante.  

A fare le spese di questo scouting,  dunque, Raffaele Fitto, che dovrà fare a meno di Palese,  vicepresidente della commissione Bilancio. Per Palese si tratta di un  ritorno alla 'casa base': era infatti stato eletto nelle liste azzurre alle politiche del 2013, per passare poi nel novembre del 2015 con i  fittiani.       

Non a caso Berlusconi ha salutato con una nota ad hoc il rientro di  Palese: ''Ho appreso con soddisfazione l'adesione di Rocco al gruppo  Fi della Camera. Gli ho proposto, e ha accettato, di lavorare al  rilancio dei temi programmatici e del progetto politico del nostro  Movimento sul territorio, con particolare riferimento alle politiche  di sviluppo del Mezzogiorno, incentrate sulla crescita, sul welfare e  sulle infrastrutture".       

Pallottoliere alla mano, cresce la squadra parlamentare di Berlusconi, che ora può contare su 51 deputati alla Camera e 42 senatori a palazzo Madama.    

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