Definisce "sconcertanti" i dati diffusi  oggi dall'Istat sulla povertà in Italia nel 2016, "non tanto quelli  relativi alla povertà assoluta, che non cambia" rispetto al 2015,  "quanto quella giovanile, che nei ultimi dieci anni è triplicata". E  due sono le cause: la totale "assenza di politiche per lo sviluppo" e  la altrettanto grave mancanza di "politiche per la famiglia". Ne è  convinto il leader di Energie per l'Italia, Stefano Parisi, che  commenta con l'Adnkronos i numeri resi noti dall'Ufficio di  statistica. Ed evidenzia come a nulla siano servite le misure degli  "80 euro" e dei "500 euro del bonus cultura" del governo Renzi.       

Nel primo caso, spiega "si è trattato di un grave errore", soprattutto perché gli 80 euro "sono stati dati a chi un lavoro lo aveva già,  mentre sarebbe serviti per promuovere investimenti" che a loro volta  avrebbero potuto aprire il mercato del lavoro e "fare crescere  l'economia". Secondo tema, "le politiche per la famiglia che possano  aiutare i giovani a uscire dalla condizione di povertà. Noi - ricorda  - stiamo proponendo la misura della tassazione negativa, un contributo proporzionale al reddito".       

Per altro, nota Parisi, "i dati dimostrano anche che sarebbe del tutto sbagliato qualsiasi tipo di reddito di cittadinanza che di fatto  mantiene le persone sotto le soglie di povertà". "Le elemosine da 500  euro non servono a nulla", insomma. Bisogna rilanciare gli  investimenti che creino posti di lavoro e così "aiutare le famiglie ad avere uno stipendio in più". La proposta di Parisi va nella direzione  di "politiche per lo sviluppo che viaggino di pari passo con il taglio della spesa pubblica".

Ma dove investire per rilanciare sviluppo e  posti di lavoro? Il leader di Energie per l'Italia non ha dubbi:  "turismo, agroindustria e costruzioni. Semplifichiamo i regolamenti  edilizi. Rilanciamo il turismo e potenziamo l'agroindustria investendo su l'innovazione. Quest'ultimo, per altro, è un settore che sta  attraendo moltissimi giovani".