Se uscisse fuori un governo di  centrodestra con Matteo Salvini premier e magari un Bagnai o Borghi  ministro dell'Economia, che immagini l'uscita dell'euro, potrebbe  vedere il nostro appoggio esterno. Ora chiedete a loro se accettano il nostro progetto esterno''. Lo ha detto Simone Di Stefano, leader e  candidato premier di CasaPound, in una conferenza stampa a  Montecitorio.

'Siamo qui per superare lo sbarramento"  del 3% e fare ''questo grande balzo'' e "portare i nostri in  Parlamento. Questo è il nostro intento, un intento assolutamente alla  nostra portata, perchè ''abbiamo raccolto le firme e siamo presenti in tutti i collegi elettorali. Siamo qui per presentare il nostro  programma elettorale. Abbiamo acquisito negli anni una concretezza.  Siamo candidati anche nel Lazio e Lombardia, a dimostrazione che siamo una realtà vera e radicata sul territorio con cui ci si deve  relazionare senza immaginare scorciatoie in cui possono arrivare  decreti di scioglimento dal ministro tal dei tali...". Lo ha detto  Simone Di Stefano, leader di CasaPound in una conferenza stampa a  Montecitorio di presentazione del programma elettorale del movimento  delle 'tartarughe frecciate'.       

"Il nostro movimento politico -ha avvertito il segretario nazionale e  candidato premier di CasaPound- non può essere sciolto: ha 110 sedi in tutta Italia, siamo presenti nei consigli comunali e a breve lo saremo anche nei consigli regionali. L'Msi è stato seduto in Parlamento da  '46 fino al suo scioglimento per opera di Fini. Ora non capisco  perchè, nel 2018, ci sia qualcuno che parli di scioglimento di un  movimento come il nostro, che si è candidato in Parlamento grazie alla raccolta firme in tutto il Paese e segue tutte le regole della  democrazia, che, anzi, difende la Costituzione a spada tratta'', ha  assicurato.      

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