Oltre 40 pagine di documento, e nella  seconda la firma dei due leader con tutti i dati anagrafici del caso.  E' il contratto di governo M5S-Lega, chiuso al tavolo tecnico dopo una settimana di lavori serratissimi. Entrano una serie di punti,  moltissimi, che non erano inizialmente previsti e che sono entrati nel corso della fitta trattativa. Tra questi, anche un capitolo sui  vaccini. Fino a stamani sul tavolo c'era la bozzache non prevedeva un capitolo ad hoc sui vaccini ma  solo un passaggio nel capitolo sanità 'da rivedere', infatti  evidenziato in giallo. Fonti qualificati spiegano invece che adesso,  sul contratto, c'è un capitolo ad hoc sulle vaccinazioni. 

- Non ci sarebbe più la previsione  dell'opzione di uscita dall'euro nel Contratto di governo tra M5s e  Lega appena ultimato al tavolo della trattativa. Nella bozza in  possesso dell'Adnkronos ancora sul tavolo della trattativa di questa  mattina, c'era un breve passaggio in rosso -dunque da passare al  vaglio dei due leader- sulla politica monetaria europea. Ma fonti 5  Stelle assicurano che nel documento ultimato non si fa accenno  all'addio alla moneta unica.       

Nella versione semidefinitiva del documento  nella  parte che ha ottenuto il via libera del tavolo  tecnico già stamani, è prevista tuttavia la revisione del contributo  italiano all'Ue. "Sotto il profilo del budget - si legge infatti -  occorre ridiscutere il contributo italiano alla Ue in vista della  programmazione settennale imminente con l'obiettivo di renderla  coerente con il presente contratto di governo".    

"Intendiamo estendere l'applicazione della disciplina a incarichi non governativi, ossia a tutti quei soggetti  che, pur non ricoprendo ruoli governativi, hanno potere e capacità` di influenzare decisioni politiche o che riguardano la gestione della  cosa pubblica, come ad esempio i sindaci delle grandi città` o i  dirigenti delle società` partecipate dallo Stato". Così si legge nella bozza del contratto di governo, una  versione semi-definitiva dell'accordo in attesa che i due leader,  Matteo Salvini e Luigi Di Maio, chiariscano alcuni punti che nel  documento appaiono evidenziati in rosso.      

  "Abbiamo potuto constatare - si legge - come il conflitto d'interessi  nasca già` nelle aule parlamentari, dove i legislatori sono, talvolta, i soggetti che versano in gravi situazioni d' incompatibilità`". "La  stessa Giunta per le elezioni, organo anacronistico in quanto composto essenzialmente da politici - si legge - contribuisce a mantenere  inattuata qualsiasi normativa in materia. Per risolvere il conflitto  d'interessi, che spesso pregiudica l'azione della politica, intendiamo innanzitutto cambiare l'ambito di applicazione della disciplina  estendendo l'ipotesi di conflitto oltre il mero interesse economico".       

"Riteniamo, infatti, che debba qualificarsi come possibile conflitto  di interessi l'interferenza tra un interesse pubblico e un altro  interesse, pubblico o privato, che possa influenzare l'esercizio  obiettivo, indipendente o imparziale, di una funzione pubblica, non  solo quando questo possa portare un vantaggio economico a chi esercita la funzione pubblica e sia in condizione di un possibile conflitto di  interessi, ma anche in assenza di un vantaggio immediatamente  qualificabile come monetario".    

- "Per una maggiore equità` sociale,  riteniamo altresì` necessario un intervento finalizzato al taglio  delle cd. pensioni d'oro (superiori ai 5.000,00 euro netti mensili)  non giustificate dai contributi versati". E' quanto si legge in un  passaggio della bozza di contratto Lega-M5S in possesso dell'Adnkronos e che attende il via libera dei due leader.       

Nello stesso paragrafo si affronta il nodo dei costi della politica,  altro tema caro ai 5 Stelle. "Riteniamo doveroso intervenire nelle  sedi di competenza per tagliare i costi della politica e delle  istituzioni, eliminando gli eccessi e i privilegi - si legge  infatti- Occorre inoltre ricondurre il sistema previdenziale (dei  vitalizi o pensionistico) dei parlamentari, dei consiglieri regionali  e di tutti i componenti degli organi costituzionali al sistema  previdenziale vigente per tutti i cittadini, anche per il passato".

C'è anche un codice etico per i membri del consiglio dei ministri nella parte del contratto di governo che ha già ottenuto il vaglio di Lega e M5S e in possesso dell'Adnkronos. Nel  documento, che solo in alcuni punti -poche righe sottolineate in rosso su un totale di 40 pagine- non è definitivo perché in attesa del via  libera di Luigi Di Maio e Matteo Salvini, si legge infatti che "non  possono entrare a far parte del governo soggetti che abbiano riportato condanne penali, anche non definitive, per i reati dolosi di cui  all'articolo 7 del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235 (legge "Severino"),nonché´ per i reati di riciclaggio, auto-riciclaggio e  falso in bilancio; siano a conoscenza di indagini o siano sotto  processo per reati gravi (ad esempio: mafia, corruzione, concussione,  etc.);  appartengano alla massoneria o si trovino in conflitto di  interessi con la materia oggetto di delega".      

- "In sei giorni abbiamo portato a termine  un lavoro enorme per il programma di un governo del cambiamento". Lo  ha detto il deputato M5S Alfonso Bonafede, annunciando che il tavolo  tecnico tra 5stelle e Lega ha concluso la gran parte del compito che  gli era stato affidato, anche se restano degli aggiustamenti da fare.  "Ora il risultato del lavoro che abbiamo fatto verrà sottoposto  all'attenzione di Salvini e Di Maio, affinché possano confrontarsi su  alcuni punti che ancora vanno risolti".       

Bonafede non ha voluto dire di cosa si tratta, se i temi in sospeso  sono di piccolo cabotaggio o di portata rilevante. "Non lo posso dire  e nemmeno di cosa si tratti a grandi linee. Preferisco sottolineare i  punti di convergenza che sono tanti, il risultato è estremamente  positivo". Una volta messa nero su bianco la versione definitiva e  conclusiva, il contratto verrà sottoposto al giudizio degli elettori  della Lega e del M5S.       

"Questa cosa l'abbiamo detta e ripetuta 10 volte - ha precisato  Bonafede - nel fine settimana si esprimeranno i cittadini. Uno-due  giorni ancora. Non mi ricordo il numero dei punti, né le pagine ma  credo che ai cittadini più che a questi particolarti interessi sapere  che tutti i problemi che li riguardano quotidianamente sono inseriti  all'interno del contratto, con le relative soluzioni. Come abbiamo  detto sempre, prima i temi poi i nomi", ha concluso Bonafede  rispondendo a una domanda su quando verrà reso noto il nome del  candidato premier.       

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