Lega e Cinque Stelle tornano al tavolo e oggi puntano a chiudere la trattativa sul programma di governo, mentre sembra volerci più tempo per l'intesa sui nomi dell'esecutivo e del  premier. L'appuntamento, all'indomani del primo round, è ancora a  Milano e l'obiettivo dichiarato dai leader delle due forze politiche,  Matteo Salvini e Luigi Di Maio, è di presentarsi al Quirinale con  l'accordo sul 'Contratto per il governo del cambiamento'.  L'incontro è in corso.

Sui punti fondamentali della bozza di 24 pagine c'è sintonia - come  confermato dai protagonisti -, ma restano una dozzina i temi da  affrontare, dai rapporti con l'Europa alle coperture finanziare su cui il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha posto l'accento. Dopo le parole di soddisfazione espresse dai due schieramenti, oggi il tempo stringe: o si arriva a un accordo o l'alleanza Lega-M5S rischia  seriamente di saltare.   

"Se la compatibilità arriverà all'80% si parte.  Altrimenti ci abbiamo provato", il verdetto di Salvini. Flat tax,  legge Fornero e lotta all'immigrazione clandestina il cuore del  programma del Carroccio, reddito di cittadinanza e legge sul conflitto di interesse i cavalli di battaglia dei pentastellati. Sul capitolo  pensioni resta la difficoltà delle coperture, mentre si va verso un  reddito di cittadinanza a tempo.        Al Pirellone, oltre ai due leader, lavorano al programma le rispettive delegazioni: Alfonso Bonafede, Vincenzo Spadafora, Rocco Casalino e  Laura Castelli per il Movimento, Claudio Borghi, Roberto Calderoli,  Armando Siri, Gian Marco Centinaio, Nicola Molteni e Giancarlo  Giorgetti per la Lega.       

C'è sostanziale intesa sull'Ilva di Taranto e sul taglio delle tasse,  sul rilancio delle infrastrutture e il contrasto alla disoccupazione,  su riduzione della burocrazia, tutela dell'ambiente e legittima  difesa. Visione comune sui capitoli scuola e sanità. Anche  sull'Europa. "Tutto quello che vogliamo fare passa attraverso la  rinegoziazione dei trattati europei, perché se non cambiano le regole, i parametri, i vincoli imposti dall'Europa, l'Italia soffoca e su  questo mi sembra che l'impegno sia comune", le parole di Salvini.  

- Si discute su giustizia e lotta alla corruzione, il  conflitto di interessi potrebbe risultare ostico dopo che Salvini ha  ribadito di essere "leader del centrodestra" e ora che l'alleato  Silvio Berlusconi ha riacquistato l'agibilità politica dopo la  riabilitazione del Tribunale di sorveglianza di Milano. Per Di Maio e  il segretario della Lega c'è, però, una questione più spinosa: trovare il futuro presidente del Consiglio. Perde quota l'ipotesi staffetta,  appare quasi certo che nessuno dei due otterrà il lascia passare per  Palazzo Chigi, ma resta da capire chi sarà la figura 'terza' alla  guida del governo giallo-verde.       

Al mondo accademico sembrano guardare i Cinque Stelle, mentre dal Capo dello Stato Mattarella arriva il monito a indicare un nome di alto  profilo. Più semplice potrebbe rivelarsi l'intesa sui ministri:  Giustizia, Economia, Esteri e Difesa potrebbero essere affidati a nomi scelti da Di Maio; alla Lega la guida dei dicasteri Interno, Sviluppo  economico, Agricoltura e Welfare.