"Quello che mi interessa è che si riparta  dall'unico metodo sul quale si era trovato un largo consenso: il  sistema tedesco adattato alla situazione italiana. Se a maggio, prima  delle amministrative, i quattro maggiori partiti si erano trovati  d'accordo su questa formula, fino a votarla insieme in Commissione  alla Camera, non vedo una ragione per la quale a settembre dovrebbero  avere un'idea diversa". Lo afferma Silvio Berlusconi, intervistato da  'Il Giornale'.       

Quanto al segretario del Pd, il leader Fi si aspetta da Matteo Renzi  "uno scatto da leader". "Chi si assumesse la responsabilità di andare  a votare con questa legge elettorale -avverte Berlusconi- rischia di  essere il protagonista di una delle peggiori crisi che l'Italia abbia  mai avuto: impossibilità di far nascere un governo, fibrillazione dei  mercati, perdita di credibilità internazionale".      

"Continuo a pensare che la divisione del  centrodestra in Sicilia non sia affatto scontata. Sarebbe ragionevole  convergere sul candidato che abbia le caratteristiche più adatte non  solo a vincere ma a garantire ai siciliani cinque anni di buon  governo, dopo i disastri della Giunta Crocetta". Lo dice Silvio  Berlusconi, intervistato da 'Il Giornale'.       

"In ogni caso -ribadisce- ho già espresso in altre occasioni nei  giorni scorsi il mio pensiero sulle elezioni siciliane: sono  importanti perché riguardano una grande regione, ma non sono la prova  generale delle elezioni politiche".      

  "Anzi -argomenta l'ex premier- sarebbe offensivo per i siciliani non  cogliere la specificità di questo turno elettorale. Quello che accade  a Palermo può benissimo essere diverso da quello che accade a Roma, se la situazione locale lo rende necessario. Sul piano nazionale  d'altronde l'unità del centrodestra mi sembra un valore pacificamente  acquisito da tutti".    

 

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